Berlusconi: nuovi sottosegretari? Assicurano i numeri in Parlamento

Creare nuovi sottosegretari per poter avere un incremento di lavoro. E’ questa la ricetta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per migliorare la qualità di Parlamento e Governo. I benefici per il primo stanno nella quasi totale sicurezza di avere i numeri adeguati per evitare brutti scherzi al momento delle votazioni alla Camera, mentre la squadra dell’esecutivo ne guadagnerebbe in termini di maggiore libertà per i ministri di lavorare nei propri dicasteri, sgravati dalla responsabilità di assicurare la propria presenza nell’aula di Montecitorio.
Berlusconi rimanda dunque al mittente le critiche piovutegli addosso nei giorni scorsi per la nomina di nove nuovi sottosegretari, alcuni anche provenienti dal Movimento di responsabilità nazionale, che hanno portato molti a parlare di vero e proprio rimpasto di governo e il capo dello Stato a invitare l’esecutivo a una nuova verifica in Parlamento.

“Nessuno scandalo” –  Il presidente del Consiglio, intervenendo a Olbia nel corso di un comizio elettorale organizzato dal candidato sindaco del Popolo della Libertà Settimo Nizzi, è ritornato sulla vicenda che ha creato nuovi attriti tra palazzo Chigi e il Quirinale. Berlusconi ha dichiarato: “Non vedo lo scandalo nell’aumento di dieci-quindici sottosegretari per potere avere un incremento di lavoro. La nuova maggioranza è adesso di 325 ed ha bisogno di essere sempre presente in Parlamento, anche con i ministri e i sottosegretari e questo ha sottratto a loro due o tre giorni per lavorare. Perciò noi abbiamo bisogno di aumentare il numero dei sottosegretari”.
Chiariti i dubbi dei malpensanti, subito pronti a pensare che la decisione fosse scaturita dall’esigenza di premiare le nuove reclute della maggioranza, rimane adesso da vedere se la ricetta proposta dal presidente del Consiglio possa considerarsi una valida soluzione anche nei confronti dei problemi economici del Paese. In tempi di crisi, puntare sulla costruzione di diversi ‘sottosegretarifici‘ potrebbe essere la soluzione migliore per combattere la disoccupazione.

Simone Olivelli