Napolitano: Magistrati coraggiosi servitori dello Stato

Che il Presidente della Repubblica scriva l’introduzione di un volume realizzato a cura del Consiglio superiore della magistratura non è un fatto che dovrebbe destare particolare curiosità. Se i tempi fossero diversi si renderebbe noto l’evento, giusto per il doveroso rispetto che bisogna nutrire alle istituzioni. Ma considerata, invece, la situazione attuale che vede la politica ripiegata su se stessa – con un governo che, piuttosto che legiferare guardando alla realtà esterna, preferisce concentrare i propri sforzi all’interno delle stanze del potere, attaccando un po’ il capo dello Stato, un po’ i magistrati, ma soprattutto la Costituzione – divulgare il pensiero di Giorgio Napolitano diventa un atto importante perché checché se ne dica l’Italia a oggi è una Repubblica democratica.

Vittime del terrorismo – Domani 9 maggio ricorrerà la ‘Giornata della memoria‘ dedicata alle vittime del terrorismo e delle stragi. Nel corso degli anni, tra i tanti morti ammazzati vi sono stati anche numerosi magistrati, persone che vestivano le stesse toghe di coloro che, soltanto qualche settimana fa, sono stati giudicati alla stessa stregua dei brigatisti. Accusa proveniente da un candidato del Pdl desideroso di fare breccia nel cuore del capo indiscusso di quel partito che parla di amore, ma che pare avere nello scontro istituzionale la propria linfa vitale. Silvio Berlusconi non accetta di essere indagato, un po’ perché si sente innocente, un po’ perché no, e così lancia la propria intifada in nome della sua intoccabilità. Inutile sostenere che entrambe le motivazioni sarebbero inaccettabili in un Paese che si professa democratico. Ma a quanto pare su questo ultimo punto qualcuno pare volerci lavorare.

Magistrati servitori dello Stato – Questa l’introduzione scritta dal Presidente della Repubblica in occasione della presentazione del libro ‘Nel loro segno’, che avverrà domani mattina al Quirinale: “Già negli anni scorsi, al Quirinale, ho voluto mettere l’accento sul sacrificio di uomini di legge, per sottolineare come da magistrati, avvocati, docenti di diritto venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità e umanità nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all’ondata terroristica e averne ragione: la funzione dell’amministrare la giustizia secondo legge e secondo Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione.”
“Il 9 maggio – scrive Napolitano – è il giorno del ricordo e del pubblico riconoscimento che l’Italia deve alle vittime del terrorismo. E’ il giorno del sostegno morale e della vicinanza umana alle loro famiglie. Ed è il giorno della riflessione su quel che il nostro Paese ha vissuto in periodi tra i più angosciosi della sua storia e che non vuole mai più, in alcun modo, rivivere. La pubblicazione che il Consiglio superiore della magistratura ha curato con impegno partecipe e solidale vuole onorare i magistrati che al pari di tanti altri servitori dello Stato pagarono col sacrificio della vita i servigi alle istituzioni repubblicane, cadendo vittime della follia omicida di gruppi terroristici o dello spietato attacco delle mafie. Con essa si è cercato di restituire alla memoria riconoscente di ogni cittadino l’immagine – i volti, i percorsi di vita e di morte – dei magistrati caduti”.
“I percorsi di vita, innanzitutto : perché non è accettabile che quegli uomini siano ricordati – sottolinea il capo dello Stato – solo come vittime, e non come persone, che hanno vissuto, hanno avuto i loro affetti, il loro lavoro, il loro posto nella società, prima di cadere per mano criminale”.
Visto che la presentazione avrà luogo domani, qualora avanzasse una copia omaggio, regalategliela. E se fossero finite, che si faccia una colletta per acquistarla. Il Premier ve ne sarà grato e, più di lui, lo saranno milioni di italiani.

Simone Olivelli