Bossi sconfessa Berlusconi: non sono d’accordo sui pm

Una presa di distanza netta da quanto affermato due giorni fa da Silvio Berlusconi a Milano. E’ quella che il leader della Lega, Umberto Bossi, ha certificato ieri commentando la battuta del premier sui pm milanesi definiti “cancro” da estirpare. “Io non penso quella roba lì”, ha detto un po’ imbarazzato il Senatur, che ha però concesso che tra i pm ogni tanto c’è qualcuno che “rompe le scatole”. Pieno sostegno, invece, alle parole del capo dello Stato, che ha sottolineato l’importanza di perseguire sempre la via della legalità. Quanto al federalismo: “Abbiamo dimostrato – ha osservato Bossi – che il Paese può essere cambiato”.

Bossi frena sui pm – L’ennesima intemperanza del Cavaliere sui pm milanesi non è piaciuta neanche all’alleato di ferro, Umberto Bossi. Interpellato ieri sull’argomento, nel corso di un comizio elettorale a Bologna: “Io non penso quella roba lì – ha detto il ministro delle Riforme – Penso che ogni tanto c’è qualcuno che rompe le scatole, però – ha continuato riferendosi ai pm – non sono tutti uguali”. Una frenata che equivale a una sconfessione pesante per il Cavaliere. Quanto alle parole sulla legalità pronunciate dal capo dello Stato, il leader delle camicie verdi ha dimostrato di condividerle pienamente: “Se non difendi la legalità – ha tagliato corto – poi ti impantani. Senza legalità non si capisce più dove vai, la legalità è fondamentale“.

Il federalismo cambia tutto – E non poteva mancare una considerazione sul federalismo e sulla sua portata “rivoluzionaria”: “Ieri il presidente della Repubblica ha firmato i decreti sul federalismo – ha ricordato il leader del Carroccio alla platea di Bologna – quindi è cambiato il Paese grazie alla Lega. Il mondo cambia, il problema è non cambiare di colpo. Ma piano piano si può cambiare – ha rimarcato Bossi – l’abbiamo dimostrato noi con il federalismo, piano piano puoi cambiare tutto“.

Maria Saporito