Milan campione d’Italia: Abbiati sventola la bandiera fascista

Abbiati e la bandiera dei Commandos Tigre. Mentre in casa Milan si festeggia ancora per la conquista del diciottesimo scudetto, scoppia una forte polemica sulla bandiera dei Commandos Tigre che il portiere Christian Abbiati ha sventolato allo stadio Olimpico proprio in occasione dei festeggiamenti per il tricolore. Polemica che la ‘Gazzetta dello Sport‘ ha frettolosamente cercato di chiudere, spiegando che quel simbolo appartiene semplicemente a “uno dei gruppi di tifosi del Milan”. Peccato che i Commandos Tigre non siano un gruppo qualsiasi di tifosi milanisti, bensì una frangia nota per essere dichiaratamente nostalgica del Ventennio. E lo stile grafico della bandiera e delle sue lettere lo testimonia con chiarezza.

Una fede nera. A dire il vero, è lo stesso Abbiati a fugare ogni dubbio sulla reale natura di quella fetta di tifo rossonero. Intervistato dal ‘Corriere della Sera’, il portiere spiega che non ha idea del perché le sue opinioni politiche facciano sempre discutere. “Non me lo voglio neppure chiedere – dichiara – certo che anche l’altra sera all’Olimpico è venuto fuori un casino: dalla curva dei nostri tifosi mi hanno allungato una bandiera, me l’hanno data quelli dei Commandos Tigre che sono amici miei. Pensavo fosse una bandiera del Milan, tutto qui”.

Ordine e sicurezza, Patria e religione. Del resto, Christian Abbiati non ha mai fatto mistero della sua fede politica. Non  molto tempo fa ha dichiarato in una lunga intervista a ‘Sportweek’: “Io non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica“. Ma non basta: il portiere ha anche raccontato di aver votato ‘La Destra‘ alle ultime elezioni politiche, precisando che “del fascismo rifiuto le leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’ingresso in guerra, ma mi piace la capacità che aveva di assicurare l’ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini”.

Righetto, un tifoso violento. Quanto ai Commandos Tigre, risale proprio all’ultimo derby milanese la notizia dell’arresto di uno dei suoi leader, il 35enne Marco Righetto, nella cui auto sono stati trovati un ordigno artigianale “dal potenziale micidiale“, quattro coltelli, una mazza da baseball e una bomboletta di spray urticante. Non esattamente un vero sportivo, insomma. Eppure, nella notte tricolore, la sua bandiera sventolava lì, retta dal diavolo milanista.

Raffaele Emiliano