Napoli, rifiuti: 3 mila tonnellate di immondizia per strada

Tre mila tonnellate di rifiuti. Una città che da mesi vive immersa nei rifiuti, con gli impianti pieni e fermi. Sono infatti 3 mila le tonnellate di rifiuti ancora in strada a Napoli: un dato che non lascia intravedere una soluzione del problema in tempi rapidi. La situazione sembra ancor più preoccupante che in passato, almeno dalle parole dell’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli: “gli impianti al momento sono pieni, fermi e, dunque, non riusciamo più a conferire”. Per l’assessore, il problema non è la raccolta dei rifiuti, ma è dove metterli, visto che dopo la raccolta fatta nella notte e fino alle prime ore del mattino, si sono raccolti e scaricati negli impianti più di 800 tonnellate di rifiuti, ”nelle ultime quattro ore siamo riusciti a scaricare solo quattro compattatori, dunque 40 tonnellate”.

Interventi  lenti e scarsi. “Il rischio igienico-sanitario per i cittadini napoletani è altissimo – commenta l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione NoiConsumatori -. Quanto sta accadendo a Napoli è uno scandalo senza eguali ed a farne le spese è la gente partenopea costretta a subire le disastrose conseguenze di scelte errate ed anni di cattiva amministrazione. Gli interventi di raccolta – continua Pisani – continuano ad un ritmo alterno ed estremamente lento che esclude completamente alcuni quartieri come Fuorigrotta e Pianura ed intanto l’aria per le strade è diventata praticamente irrespirabile e dannosa, con il caldo che sta per arrivare andrà sempre peggio. Per non parlare di albergatori e ristoratori: si creerà una profonda crisi nel settore turistico con forti perdite”.

Rischi per la salute.Un’ulteriore fonte di inquinamento ambientale da non sottovalutare, perché rappresenta un potenziale pericolo per la salute. I danni per la salute dell’uomo sono già evidenti, ma senza prevenzione se ne presenteranno ancora di nuovi nei prossimi anni: ne bastano infatti 10-20 perché le sostanze tossiche possano avere effetti mutageni sul Dna. I medici puntano l’attenzione in particolare sul sistema endocrino, vale a dire quello che regola la produzione degli ormoni: “Molte delle sostanze chimiche rilasciate nell’ecosistema, nell’aria o a terra, hanno una tossicità diretta sul sistema endocrino e le difficoltà nello smaltimento dei rifiuti e nello stoccaggio nei depositi di stazionamento non fanno che acuire il problema.

Adriana Ruggeri