Stefano Guida: dal porno-gay alla candidatura per la Lega Nord

Elezioni a Bologna – Di vicende particolari la politica ne è piena, e la realtà forse più del cinema. Emblematica in questo senso è la storia di Stefano Guida, giovane parrucchiere classe 1985, gay ed ex-attore hard in un film dal titolo inequivocabile: Gay party underwear. Stefano però quella carriera l’ha abbandonata dopo la prima apparizione, e ora ha deciso di entrare in politica, candidandosi alle prossime amministrative di Bologna tra le fila – che ci crediate o no – della Lega Nord. Sì, quella Lega Nord: la madre di tutti i movimenti politici misogini e sessualmente conservatori, il Carroccio che inneggia al celodurismo e alle virili virtù dell’uomo padano.

“Per entrare nella Lega devi credere nei valori della Lega, innanzitutto. Se sei gay poco importa”, è stato il commento di Guida al quotidiano L’informazione, sostenendo così la logica della sua candidatura nelle file del Carroccio, a supporto del candidato a sindaco Manes Bernardini, uomo fidato della scuderia di Roberto Maroni. E a chi gli chiede come si trovi un candidato omosessuale tra le file della Lega, lui risponde che “Dai compagni più anzianotti qualche battutina a volte arriva, ma questo succede anche tra comunisti”. Per poi concludere: “Se mi fossi candidato a sinistra un sacco di amici e conoscenti mi avrebbero votato senza problemi”.

Sul clima aperto che si respirerebbe tra le fila padane in questi giorni, Guida ha incalzato: “L’altro giorno Rosi Mauro (coordinatrice della Lega a Bologna) nella sede elettorale di Bernardini, ha distribuito rose a tutte le donne – ha raccontato -. Per gioco ne ho voluta una pure io: lei mi ha sorriso, mi ha fatto l’occhiolino e me l’ha data. Aveva capito che sono gay e la cosa non le ha creato alcun problema”. Tutto (più o meno) a posto, insomma: l’omosessualità in partito non sembra essere di per sé un problema. Quella vecchia partecipazione “cinematografica” invece forse sì, ma Stefano lo considera un peccato di gioventù che il partito – o così spera – non terrà troppo in considerazione. Dopo questa intervista, però, è arrivata la reazione del Carroccio, che ha invitato – o addirittura imposto, a quanto riporta il Corriere – l’immediata consegna del silenzio al giovane candidato.

Roberto Del Bove