E il Professore benedice Fassino: Torino ha bisogno di te

Completamente inghiottito dagli impegni della campagna elettorale che ormai volge al termine, il candidato sindaco di Torino, Piero Fassino, ha incassato ieri una “benedizione” importante: quella dell’ex leader dell’Ulivo, Romano Prodi. Il Professore, trasgredendo al “silenzio politico” in cui ha deciso di trincerarsi da due anni a questa parte, ha scritto una breve lettera al dirigente del Pd augurandogli di centrare l’importante obiettivo elettorale nella città della Mole. “Sei il sindaco di cui Torino ha bisogno – si legge nella missiva vergata dall’ex presidente del Consiglio – Con te il futuro italiano sarà meno passivo e provinciale“.

Una lettera dal Professore – Da quando ha deciso di abbandonare il palcoscenico della politica interna, Romano Prodi si è dedicato con passione all’impegno internazionale e alla ricerca di strumenti capaci di favorire la collaborazione tra i vari popoli. Una missione importante e impegnativa, che non ha però impedito al Professore di volgere nuovamente lo sguardo sulle faccende domestiche. E’ successo così che il fondatore dell’Ulivo abbia sentito il bisogno (e il desiderio) di prendere carta e penna per compilare una breve lettera (di circa 20 righe) da recapitare a Piero Fassino. Una missiva di auguri in prospettiva dell’imminente votazione a Torino, ma anche una riflessione sull’importanza di perseguire una politica europeista e lungimirante.

L’importanza dell’Europa – “Ci conosciamo da lungo tempo – ha scritto Prodi al candidato sindaco di Torino – e credo proprio che abbiamo anche fatto buone cose insieme. Sono sicuro che sarai il sindaco di cui Torino ha bisogno. Sono certo che, con un sindaco come te, Torino saprà diventare un punto di riferimento dell’Italia in Europa e saprà anche trarne i conseguenti vantaggi. È di questi rapporti forti che abbiamo bisogno – ha spiegato Prodi – per costruire un futuro italiano meno passivo e provinciale“. E ancora: “Oggi più che mai – ha ripreso l’ex presidente del Consiglio – di Europa abbiamo bisogno. Cavalcare l’euroscetticismo significa porsi fuori dalla storia. Significa non capire quali sono le regole per vincere in un mondo globalizzato. Un’Europa forte – ha continuato il Professore – è l’unica carta che abbiamo per non essere il fanalino di coda dell’economia mondiale, così come la moneta unica è uno strumento insostituibile per difendere le nostre imprese e i nostri lavoratori. Tu, avendo un’esperienza di politica internazionale profonda e raffinata – ha aggiunto il fondatore dell’Ulivo rivolgendosi a Fassino – hai sempre creduto nell’Europa e lo hai dimostrato nel nostro comune lavoro di governo”. Per questo – è stata la conclusione di Romano Prodi – se i torinesi sceglieranno te, vinceranno.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.