Occupazione giovanile: Tajani, Promuovere l’imprenditorialità

Disoccupazione giovanile troppo alta. Il vicepresidente della Commissione europea,  Antonio Tajani, ha partecipato oggi ad un Convegno intitolato “Cosa può fare l’Europa per i giovani” ed ospitato dall’Università di Milano Bicocca, al quale hanno presenziato circa un migliaio di giovani studenti. Il convegno ha visto la partecipazione anche dei tre segretari nazionali dei sindacati, Susanna Camusso (CGIL), Raffaele Bonanni (CISL) e Luigi Angeletti (UIL), del vicepresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e delle Euoparlamentari Lara Comi e Patrizia Toia. Un focus sulla disoccupazione giovanile che, soprattutto negli ultimi anni, ha raggiunto livelli preoccupanti. In Italia il fenomeno sfiora infatti il 30%.

Promuovere l’imprenditorialità e le nuove imprese. “La ricetta della Commissione europea – spiega Tajani – è quella di promuovere l’imprenditorialità“, che però non deve essere vista come una risorsa sfruttabile solo nello Stato in cui si risiede. E’ infatti necessario istituire “programmi di formazione efficaci accessibili a tutti i giovani provenienti dagli stati UE – ha aggiunto il vicepresidente della Commissione europea, in modo da garantire – le competenze necessarie per accedere a diversi posti di lavoro nell’UE“. Tajani si è poi focalizzato sull’Italia, spiegando che le P.M.I e il settore turismo vanno incentivati in modo significativo. Le prime sono l’attuale motore della nazione ed andrebbero quindi “internazionalizzate” , il secondo nasconde un enorme potenziale, ancora troppo poco sfruttato.

Flessibilità. Una parola chiave per il vicepresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Secondo l’industriale a capo dell’impero Mapei, l’essere più flessibili permetterebbe ai giovani di trovare un lavoro più stabile, ma,  aggiunge, bisogna anche “saper trasmettere loro l’ottimismo ed incentivare la formazione”. Ci sono poi le questioni legate alla ricerca e all’innovazione.  “Mapei – spiega – dedica oltre il 5% del fatturato alla ricerca (e quindi alla realizzazione di prodotti innovativi, NDA) ed in questo privilegia soprattutto i giovani”.

3% del PIL alla ricerca. E’ l’augurio di Patrizia Toia, europarlamentare e vicepresidente della Commissione industria, ricerca ed energia. “per crescere spiega – occorrono scelte di investimento sulla ricerca e l’innovazione ed è proprio su questi elementi che un’Europa più forte e con più competenze potrebbe “dettare legge” agli Stati chiedendo, ad esempio, che la quota del 3% del PIL vada assegnata alla ricercaL’Europa che parla di buoni posti di lavoro – conclude – dovrebbe essere di più in prima linea per sconfiggere la precarietà che oggi è la minaccia della disoccupazione giovanile, che è più tragica in Italia che altrove (come dimostrano i dati del Rapporto Italia 2011 dell’Eurispes)”. Insomma un Bel Paese che arranca, forse più di altri paesi europei, ma con ancora diverse frecce al suo arco, frecce che vanno solo indirizzate sul bersaglio giusto, magari con l’aiuto dell’Unione Europea.

A.S.