Al Queda in Yemen: per gli Usa il peggio deve ancora arrivare

Quel che verrà sarà più grande e peggiore.” Era quanto avevano già previsto i servizi segreti americani dopo l’uccisione di Osama Bin Laden. Dopo quel giorno c’erano state le bandiere statunitensi incendiate per le città del Pakistan ed i festeggiamenti da parte degli insorti di Bengasi, che si augurano la stessa fine a Muammar Gheddafi. Ma da parte dei principali leader terroristi non era ancora giunto nessun messaggio che giurasse vendetta. Questo fino a poche ore fa, prima che ad intervenire non fosse Nasser al- Wuhayshi, capo di Al Queda in Yemen.

Il comunicato è stato diffuso oggi su internet e porta la firma di una delle più aggressive branche regionali dell’organizzazione terroristica: “Dovete combattere una generazione dopo l’altra – annuncia al- Wuhayshi – fino a che la vostra vita sarà rovinata, i vostri giorni disturbati e avrete perso la faccia. La lotta tra noi e voi non era condotta solo da Osama.” Il leader di Al Queda nella penisola arabica (Aqap) promette un futuro nel quale l’Occidente dovrà affrontare qualcosa di “più grande e peggiore, più intenso e dannoso.” Il messaggio è chiaro, soprattutto in riferimento ai festeggiamenti che hanno invaso tutta l’America alla notizia dell’uccisione del principe del terrore: “Non pensate alla battaglia con superficialità. La luce della jihad brilla di più.

L’Aqap, che per gli analisti potrebbe essere il prossimo bersaglio degli Usa, già due anni fa rivendicò il fallito attentato di far esplodere un aereo diretto a Detroit. E nel 2010 fu indicata come la responsabile per delle bombe ritrovate in un cargo diretto negli Stati Uniti, e scoperti prima di esplodere in Gran Bretagna e a Dubai. L’organizzazione terroristica è nata nel 2009 da una fusione delle divisioni yemenita e saudita di Al Queda. Ed ora, dopo che Obama ha riconquistato la maggioranza degli americani grazie alla storica impresa dei Navy Seals, rappresenta già il prossimo capitolo del terrore: “Gli americani hanno ucciso lo sceicco, ma devono sapere che la braci della Jihad ardono ancora”.

Cristiano Marti