Bossi: Berlusconi è un poveraccio che deve fare il premier, siamo con lui

Risolta – almeno sulla carta o comunque ottenendo un adeguato assenso alla Camera, senza dimenticare l’eco mediatica – la questione inerente alla missione militare in Libia, con l’approvazione della mozione proposta dalla Lega Nord, il leader del Carroccio Umberto Bossi torna a mostrarsi solidale nei confronti dell’alleato Silvio Berlusconi.
Per chi si chiedesse se l’atteggiamento del Senatur sia da interpretare come un segno di riconoscenza per il recente accordo sulla politica estera, che ha portato il Premier a fare la figura di chi rivede per tre volte in poche settimane la propria posizione, la risposta è sì. E a farlo intendere è stato lo stesso Bossi che, a margine di un comizio elettorale a Desio, ha dichiarato: “E’ mio alleato, mi ha dato i voti per fare il federalismo, che vale molto di piu’ di tutte le altre cose, e, quindi, puo’ chiederci di aiutarlo e noi lo aiutiamo, non siamo traditori“. Federalismo, mozione sulla Libia, tutti buoni motivi per chiudere un occhio sugli attacchi ai magistrati.

Votare queste leggi no, però… – L’intervento del leader della Lega era iniziato con una frase che sarebbe potuta sembrare come l’ennesima presa di distanze dal presidente del Consiglio. Bossi aveva detto: “Berlusconi ha le sue ragioni evidenti, io sono suo alleato e lo sostengo dove si può sostenerlo, però non posso fare leggi così“.
Ma le parole spese successivamente dal ministro per le Riforme hanno schiarito l’orizzonte da possibili nubi di discordia, dando sostegno alle crisi isteriche dell’alleato descritto come un “un poveraccio che deve fare il premier” e per cui “diventa difficile fare le riforme se deve andare in tribunale per tutte le stupidaggini“.
Bossi ha poi sostenuto che a parer suo i magistrati con Berlusconi “hanno esagerato“, mentre per quanto riguarda le auspicate riforme istituzionali proposte dal presidente del Consiglio durante i comizi di questi giorni ha dichiarato: “Berlusconi ha mille difficoltà a fare il premier, è imprigionato con tutte le leggi vecchie che ci sono. Lui ha il problema di dover fare le leggi, invece è imprigionato”.
Nella speranza che le ultime parole non suonino come un cattivo presagio per il Premier, la sensazione è che milioni di italiani si sentano di condividere il senso di claustrofobia a cui ha fatto riferimento Bossi.

Simone Olivelli