Eliminare le occhiaie ricorrendo alla medicina estetica? Ora si può!

Diciamoci la verità: per combattere le occhiaie ne abbiamo provate di tutti i colori. Abbiamo messo in frigorifero l’acqua di rose e con essa abbiamo tamponato le nostre palpebre di prima mattina, abbiamo “surgelato” dei cucchiaini da caffè e li abbiamo passati sugli occhi, abbiamo trascorso ore sdraiate sul divano con delle fettine di cetrioli o di patate adagiate sulle palpebre…abbiamo ottenuto risultati? Sicuramente sì, ma nulla di sorprendente. Dopo aver speso fior di quattrini in creme pseudo-miracolose e aver spaventato fidanzato ed amici con le nostre maschere facciali a base di verdure e solenacee, abbiamo capito tutte che le prospettive che ci si paravano di fronte erano solamente due: quella di provare ad accettare il nostro difetto e quella di aspettare che la ricerca trovasse una soluzione anche all’annoso problema delle occhiaie. Che la scienza sia finalmente riuscita a capire come farci risparmiare chili di correttore e fondotinta? Probabilmente si.

Ultimamente si è sentito parlare di “plasma arricchito di piastrine”; che cos’è? Il nome di tale “prodotto” è particolarmente esplicativo: si tratta di una sorta di sangue all’interno del quale la presenza di piastrine viene notevolmente aumentata, a scapito di quella di globuli rossi. Il plasma arricchito di piastrine, consente una velocità di rigenerazione dei tessuti ben maggiore rispetto a quella che naturalmente possiede il coagulo di sangue prodotto dal nostro corpo. È facile intuire come il plasma arricchito di piastrine possa costituire un valido alleato del chirurgo all’interno dell’ambito della medicina ricostruttiva. Sebbene tale plasma sia anzitutto utile al fine di aiutare persone che hanno problemi ben più gravi di un paio di borse sotto gli occhi, il suo uso nell’ambito della medicina estetica non è poi così insolito. Insomma: ora come ora il chirurgo estetico potrà dare una mano concreta a tutte quelle donne che proprio non riescono a vedere i propri occhi cerchiati di nero. Che si possa finalmente smettere di annichilirsi sotto due fettine di cetriolo?

Martina Cesaretti