I Puffi sono dei nazisti: scrittore scuote il mondo del fumetto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:45

I Puffi sono razzisti e nazisti. Lo scrittore Antoine Bueno, autore del “piccolo libro blu” è salito improvvisamente alla ribalta delle cronache per aver descritto la comunità in cui vivono (ancora adesso, anche se noi non li vediamo) i piccoli e innocenti Puffi come “un archetipo di utopia totalitaria, impregnata di stalinismo e nazismo“.  Perchè? Pare ovvio, secondo Bueno, la loro è infatti una gemeinschaft “autosufficiente, autarchica, guidata da un capo dotato di grande carisma”. Il paragone che sembra palesarsi è quello tra Adolf Hitler e il mite Grande Puffo. Ora, che l’omino col cappello rosso fosse riconosciuto da tutti come “leader incontrastato” di Pufflandia è assodato, ma, a ben vedere, le parole di Bueno potrebbero valere (ad esempio) per una qualsiasi tribù africana, magari del tutto pacifica. Inoltre, la teoria del “superuomo nazista”  non troverebbe certo posto in un vecchio capo di 542 anni, per saggio che possa essere quest’ultimo. Perdipiù, tutti gli altri puffi hanno almeno 100 anni ed ognuno di loro incarna volontariamente un “difetto” umano. (l’ingenuità, l’essere logorroici,la pigrizia e via dicendo).

Apologia della razza ariana. Piovono critiche anche sul modo di porsi dei Puffi verso le altre razze. Quella umana ad esempio. Se la memoria non è ingannevole, capitava, da bambini, di sentire saltuariamente Grande Puffo avvisare i suoi concittadini di stare  “attenti agli umani”. Già perchè Gargamella, il più acerrimo e longevo nemico degli ometti blu, era proprio un essere umano. Dai “tratti semiti”, tuona Bueno nel suo piccolo libro (blu). Sì, va bene, ma quali? Gargamella, ad una veloce analisi, risulta essere un uomo di mezza età, un po’ nevrotico forse, con pochi capelli e vestito sempre uguale. Persone con simili tratti non mancheranno probabilmente nemmeno tra il popolo ebreo, non è chiaro però quale sia la specificità di questo popolo rispetto a Gargamella. A onor del vero Bueno la spiega con il fatto che il principale nemico dei Puffi verrebbe rappresentato da “Peyo” (l’autore originale del fumetto “Les schtroumpfs”) in un modo molto simile alle caricature del nemico operate regime nazista : “Brutto, laido e approfittatore”. Ma anche qui,  la stessa cosa (con le dovute differenze) potrebbe dirsi della strega di Biancaneve, o delle sorelle di Cenerentola. Lo scrittore cita poi Azrael (Birba in Italia), il gatto di Gargamella che passa la sua vita (e intere serie televisive) a correr dietro a qualche povero Puffo non riuscendo quasi mai a prenderlo. Il nome di origine ebrea affibiato al sempre arrabbiato felino, giustificherebbe ulteriormente la teoria dei Puffi nazisti. La relazione però appare più sensata al contrario. Azrael è infatti un nome come un altro, con un’origne come un’altra, che acquista il significato indicato dallo scrittore solo in relazione alla sua stessa teoria.

Puffetta e mire espansionistiche dei Puffi: L’apologia della razza ariana, secondo Bueno, passa anche per Puffetta, unica donna della comunità, dalla chioma biondissima. “Essere donna nella comunità dei Puffi è nient’altro che una funzione” asserisce lo scrittore. Ma non è così: Nel paese delle case a forma di fungo è semmai contestabile in origine l’assenza totale di donne, ma non il fatto che queste siano ridotte ad un “mestiere“. Nel fumetto originale Puffetta venne creata da Gargamella per aiutarlo a catturare i suoi odiati nemici blu. Il mago pasticcione la creò coi capelli neri (almeno quanto il suo vestito). Grande Puffo spezzò però l’incantesimo, la rese buona  e le diede un aspetto contrario a quello originale (diventò appunto bionda). Per ritornare allo stile di vita degli ometti “alti due mele o poco più” come in Italia cantava un’indimenticabile Cristina d’Avena, c’è, a voler essere pignoli, molto altro da dire. Se durante la seconda guerra mondiale furono i nazisti a perseguitare gli ebrei e ad avere mire espansionistiche, dai rapporti che descrive Bueno nel suo lavoro sulle opere di Peyo sembra in questo caso emergere una situazione del tutto capovolta. Sì il nemico del nazismo è sempre il popolo di origine semita, ma è quest’ultimo, rappresentato da Gargamella e dal suo gatto Azrael, a perseguitare  i poveri puffi (razzisti). Inoltre,  gli omini blu non hanno mai avuto alcuna velleità espansionistica ed anzi, Pufflandia era perennemente protetta da un incantesimo di Grande Puffo, che rendeva impossibile trovare il villaggio se non accompagnati da un ometto blu. Caro Bueno, che altro dire se non: W i Puffi.

A.S.