Berlusconi-Fini: stretta di mano imbarazzata tra i due

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi si sono ieri ritrovati a dividere lo stesso palco in occasione delle celebrazioni per il 63esimo anniversario dell’indipendenza dello Stato di Israele. A villa Miani a Roma, il presidente del Consiglio e quello della Camera hanno tentato in ogni modo di evitarsi fino a quando il premier – dopo aver salutato una persona del pubblico – tornando al proprio posto sul palco si è imbattuto vis a vis nell’ex alleato. I due si sono a quel punto stretti frettolosamente la mano. Incalzato su diversi argomenti, il Cavaliere ha poi negato che tra lui e il capo dello Stato esistano delle frizioni e ha auspicato la risoluzione della difficilissima questione israelo-palestinese. “Ci piacerebbe ospitare i negoziati di pace”, ha dichiarato il premier.

Una stretta di mano glaciale – L’occasione è di quelle che chiamano a raccolta le cariche istituzionali più importanti e infatti, fatta eccezione per il presidente della Repubblica, ieri a villa Miani a Roma c’era tutto l’establishment politico che conta: da Silvio Berlusconi a Renato Schifani, da Gianfranco Fini a Gianni Letta. Le celebrazioni per il 63esimo anniversario dello Stato d’Israele hanno così costretto i due ex co-fondatori del Pdl a dividere lo stesso palco, non senza imbarazzo. Se per lungo tempo il presidente del Consiglio e il leader di Fli hanno, infatti, tentato di evitarsi lanciandosi solo qualche fulmineo sguardo a distanza, quando il Cavaliere ha ripreso il suo posto sul palco non ha più potuto evitare l'”impatto” e ha, a qual punto, preso l’iniziativa stendendo la mano verso Gianfranco Fini, che ha ricambiato senza slancio.

Nessuna crisi col Colle – Tutt’altro che un disgelo, anzi la certificazione di un reciproco imbarazzo nel presenziare insieme eventi istituzionali importanti come quello di ieri a Roma. Sia come sia, ieri il premier si è comunque soffermato su alcuni nodi spinosi dell’agenda politica interna ed estera. “Non c’è nessun gelo con il Quirinale – ha spiegato – Si sta parlando di riforma della Costituzione e dell’architettura istituzionale, che tra l’altro, se riusciremo a realizzare, avrà vigore fra alcuni anni. Non c’è quindi nessun motivo di distacco o di gelo tra il Quirinale e Palazzo Chigi”. E la guerra in Libia, con specifico riferimento a Gheddafi sulla cui sorte nessuno sa fornire notizie precise? “Non lo so, non l’ho sentito“, ha tagliato corto Berlusconi. Quanto alla questione israelo-palestinese: “In Europa – ha detto nel corso del suo intervento il presidente del Consiglio – siamo sempre vigili sulle prese di posizione del Consiglio dei capi di Stato e di governo verso Israele e poniamo anche il veto quando ci sono delle ingiustizie. Speriamo possa essere l’Italia – ha concluso – ad ospitare gli eventuali negoziati di pace“.

Maria Saporito