Diabete, il video shock del bambino “mostro”

Polemica per lo spot contro il diabete. Ha creato scalpore lo spot contro il diabete, realizzato per sensibilizzare a sostenere la ricerca per il diabete con la raccolta del 5 per mille. “Il diabete ruba i bambini” recita la frase, stampata sui manifesti e impressionata sui video, a chiusura degli spot dell’ultima campagna della Fondazione Italiana Diabete Onlus, partita lo scorso 4 maggio. Una campagna “troppo forte” che non è piaciuto all’Associazione Diabete Italia e che, secondo molti, invece di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di una patologia molto grave, offende la sensibilità di quei bambini che con la malattia ci combattono tutti i giorni e si sforzano di condurre una vita normale. Guarda il video su YouTube

Il video shock. Così lo descrive la Fondazione: “La campagna mostra un bambino, che si immagina affetto da diabete mellito di tipo 1 (la forma più grave), che vive sì una vita vicina alla normalità, ma con una maschera da adulto”. La maschera rappresenta “tutte le difficoltà, i problemi e i rischi che il bambino quotidianamente affronta nella sua “giornata-viaggio”. A casa, alla sera, la mamma – che rappresenta la Ricerca – toglie finalmente la maschera al piccolo. Ma a questo punto l’immagine sfuma, lo spettatore non saprà cosa si cela dietro quella faccia da vecchio, se dietro apparirà un bambino come tutti gli altri, o un piccolo mostro, e resta in lui un senso di tristezza infinita. Il comunicato che accompagna il lancio della campagna spiega: “Ad oggi non esiste una cura definitiva per il diabete, pertanto l’azione della Madre-Ricerca è interrotta” e per questo servono i nostri soldi.

Le reazioni e le accuse. Umberto Valentini, di Diabete Italia condanna l’utilizzo di un linguaggio “brutale”, usato così crudamente che “certamente si scuote chi è sano, chi non ha il diabete e non sa cosa voglia dire. Ma si pensa a quale impatto si possa provocare in un bambino diabetico o nei suoi genitori?”. Antonio Cabras, presidente della Federazione nazionale diabete giovanile, sostiene che uno spot come questo rischia di vanificare trent’anni di lavoro di ricerca sul diabete. “Ci battiamo per aiutare questi bambini a realizzare il migliore stile di vita possibile” aggiunge. Il filmato, dice il presidente, trasforma i bambini in dei mostri, non è giusto: “In Italia circa 20mila persone, tra 0 e 14 anni, soffrono di questo diabete, con un’incidenza in forte aumento. La Federazione ha segnalato lo spot al Ministro per le Pari opportunità, a quello delle Politiche sociali al Garante per l’infanzia e a quello per la concorrenza e il mercato chiedendo un intervento”.

Adriana Ruggeri