Etna: boati, lava e cenere vulcanica. Aeroporto Bellini riapre a breve

Per chi era già a letto o comunque in casa non è stato subito facile capire di cosa si trattasse: i rumori in lontananza senza una periodicità ben precisa potevano far pensare ai fuochi d’artificio di una festa popolare per festeggiare uno dei tanti santi che vengono onorati alle pendici del vulcano Etna, a metà tra cristianesimo e riti pagani.
Tuttavia, il dubbio la scorsa notte è venuto a molti: quelle deflagrazioni sembravano davvero provenire da quello che i siciliani di una volta chiamavano ‘Mongibello‘. Ed era proprio così: l’attività stromboliana registrata sull’Etna negli ultimi giorni si è intensificata producendo forti boati accompagnati da fontane di lava e emissione di cenere vulcanica.

Cratere sud-est – A essere interessato dall’attività vulcanica è stata la parte orientale del cratere di sud-est, che ha visto la formazione di un cosiddetto ‘pit crater’ (letteralmente cratere a pozzo, ndr) ovvero un’apertura molto profonda di forma circolare, formatasi a causa del rapido collasso o di un lento sprofondamento del terreno.
Il fenomeno ha portato anche alla creazione di vere e proprio ‘nubi’ contenenti la cenere vulcanica, ‘rina‘ per i siciliani, che trasportata dal vento è ricaduta su diversi centri abitati del catanese, compresa l’area dove si trova l’aeroporto internazionaleVincenzo Bellini‘ che all’alba è stato chiuso per precauzione.
L’aeroscalo, tuttavia, dovrebbe riaprire tra non molto: sul posto da ore sono attive squadre coordinate dalla Sac, la società che ha in gestione l’aeroporto ex Fontanarossa, con l’obiettivo di liberare nel minor tempo possibile le piste e consentire così la ripresa del traffico aereo sui cieli della città etnea.
Gli interessati possono comunque tenersi informati su possibili ritardi nei voli in arrivo e in partenza da Catania, consultando l’area ‘Voli del giorno” sul sito Internet www.aeroporto.catania.it.

S. O.