La compagnia di Lia Rodrigues presenta per la prima volta in Italia Pororoca

Con la prima italiana di Pororoca continuano gli spettacoli dell’Arsenale della DanzaGiovedì 12 maggio il Teatro Piccolo Arsenale alle ore 20 ospiterà la compagnia di danza Lia Rodrigues Companhia de Danças che presenterà per la prima volta in Italia lo spettacolo intitolato Pororoca.

Lia Rodrigues contribuisce, insieme alla sua compagnia, a far conoscere il linguaggio della danza brasiliana in tutto il mondo grazie ai numerosi riconoscimenti ricevuti a livello internazionale e alla sua partecipazione ai festival più importanti con coreografie nate nel difficile contesto delle favelas di Rio de Janeiro.
Dopo aver fondato nel 1990 la sua compagnia, Lia Rodrigues ha ideato il festival di danza contemporanea Panorama RioArte de Dança. Nel 2003, infatti, la sua convinzione nell’importanza del binomio arte e professo sociale l’ha spinta a collaborare con il Centro de Estudos e Ações Solidárias da Maré (CEASM) e poi con l’Associazione REDES. Quattro anni dopo Lia Rodrigues e la sua compagnia si stabiliscono definitivamente in una delle favelas del Marè, Nova Holanda, e ha aperto uno spazio dedicato alla danza e alle arti destinato a tutta la comunità accessibile gratuitamente.

Il nuovo spettacolo creato dalla Rodrigues si intitola Pororoca da poroc-poroc che, nella lingua del gruppo aborigeno Tupi, significa ruggito, boato: un fenomeno naturale prodotto dall’unirsi delle acque del fiume con quelle dell’oceano nel momento in cui le correnti opposte si scontrano e creano un impatto violento. In Brasile questo fenomeno si verifica alla foce del Rio delle Amazzoni con l’Oceano Atlantico. La violenza di quest’urto fragoroso arriva a sradicare gli alberi e a modificare il letto del fiume, eppure è un processo fragile, frutto di un equilibrio delicato. Lo spettacolo diventa quindi una metafora del lavoro compiuto dalla compagnia come spiega Lia Rodrigues: “Ai giorni nostri, quando in tutto il mondo i muri costruiti si moltiplicano, quando i territori sono risolutamente difesi, e i confini sono imposti e fermamente presidiati, noi proponiamo di muoverci nella direzione opposta. Proponiamo di scoprire nuove possibilità di condivisione, di dialogo e di creazione. Quello che è stato messo in moto con l’incontro tra la mia compagnia, l’Associazione REDES e la gente del Maré sarà sempre vivo e in continua trasformazione, offrendo una miriade di nuove possibilità”.

Beatrice Pagan