Montesarchio, arrestati sindaco e assessore: nel 2003 li aiutò la Camorra

Le campagne elettorali sono il momento perfetto per formulare promesse, suscitare sogni, fare gazzarra contro l’avversario di turno cercando di dipingerlo nel peggior modo possibile, così da far risaltare la propria luce che di suo, probabilmente, rimarrebbe opaca. L’avvicinamento alle elezioni amministrative che si svolgeranno nei prossimi giorni ne è stata la prova. Ma il momento delle urne è terreno fertile anche per la criminalità organizzata, che può tessere la propria tela con l’obiettivo di riuscire a infiltrarsi nei centri di potere o semplicemente ottenere i dovuti tornaconti.
E’ proprio questa l’accusa per cui stamane i carabinieri di Benevento hanno arrestato il sindaco di Montesarchio (Bn) Antonio Izzo e l’assessore ai Lavori Pubblici e Protezione Civile, Silvio Paradisi.

Aiuto dal clan – I due fanno parte dell’amministrazione del comune campano già dal 2003 ed è proprio in  quella tornata elettorale che, secondo i magistrati, avrebbero accettato il supporto dei clan camorristici Pagnozzi e Iadanza-Panella a sostegno della loro candidatura.
Dal canto loro, una volta vinte le elezioni, sia il sindaco che l’assessore avrebbero ringraziato come si conviene in queste situazioni: appalti per mense scolastiche, parcheggi e raccolta rifiuti. Tutti settori in cui le società gestite da esponenti delle famiglie malavitose avrebbero avuto la possibilità di gestire senza pericolo di concorrenze indesiderate.
L’indagine è stata portata avanti dal procuratore di Napoli Giandomenico Lepore, coordinatore della Dda, e ha portato all’arresto di diciannove persone tra amministratori pubblici, imprenditori e affiliati ai clan Pagnozzi e Iadanza-Panella di Montesarchio. A finire in manette è stato anche Paolo Pagnozzi, figlio del capo clan omonimo, e i vertici delle altre due cosche: Vicenzo Iadanza e Nicola Panella.

S. O.