Serie A, diritti tv: Beretta d’accordo con le piccole. Big minacciano il ritiro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:22

Serie A, diritti tv. Continua il grande trambusto nella Lega di Serie A sulla ripartizione degli introiti televisivi provenienti dal bacino d’utenza. Dopo le dispute delle passate settimane, che avevano portato ad un prima vittoria delle 15 piccole e poi a quella delle 5 grandi della Serie A, c’è stata ieri la clamorosa scelta fatta dall’attuale presidente della Confindustria del pallone Maurizio Beretta, che ha dato il via libera all’attuazione della delibera della maggioranza delle squadre iscritte nel massimo campionato di calcio italiano. Salvo prossimi colpi di scena, il 25% degli introiti televisivi legati al bacino d’utenza verranno ripartiti dopo che tre nuove società demoscopiche ne rileveranno la reale portata e la composizione sul territorio nazionale e su quelli provinciali.

L’ira di Agnelli – La decisione di Maurizio Beretta non è affatto piaciuta ad alcun rappresentante delle 5 big della Serie A italiana. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha approfittato di una conferenza stampa per esprimere tutto il suo disappunto, e per parlare anche delle clamorose scelte che la società bianconera potrebbe mettere in campo: “E’ una giornata difficile per la ripartizione del bacino d’utenza. Ci sono cinque grandi squadre che hanno il 75% dei tifosi dalla loro parte, ma subiscono le decisioni delle altre squadre. Purtroppo chi non investe grandi cifre, in questo momento decide: ci appelleremo al Coni, che tutela lo sviluppo dello sport. Siamo compatti con le altre 4, valutiamo anche l’ipotesi di un’uscita dalla Lega“.

A muso duro anche Galliani – Anche Galliani ha parlato con i giornalisti per esprimere tutto il suo disappunto. “Con il voto decisivo di Beretta, la votazione è finita 6 a 5– ha dichiarato Galliani, che ha spiegato come Beretta abbia avvantaggiato le piccole e non le big del calcio nostrano –Il prossimo round andrà in scena nell’assemblea di lunedì, e poi in tribunale. Beretta comunque se ne assumerà le responsabilità, anche patrimoniali. Smentendo se stesso, dopo essersi astenuto nell’ultimo consiglio, ora si è schierato con una delle parti. E’ un presidente che da tempo lavora a Unicredit costantemente, e che in Lega non c’è mai. Ognuno nella vita fa ciò che vuole, ma si assume poi le sue responsabilità“.

Simone Lo Iacono

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