Egitto, arrestata moglie Mubarak: è colta da infarto

Arresto e malore. Suzanne Mubarak, 70 anni, moglie dell’ex presidente egiziano, è stata arrestata stamane con l’accusa di complicità nell’arricchimento illecito della sua famiglia. Pochi istanti dopo l’annuncio del procuratore generale della Repubblica circa l’ordine di 15 giorni di custodia cautelare, la donna è stata colta da malore: è stata perciò trasportata d’urgenza all’ospedale di Sharm El Sheikh. Ricoverata in terapia intensiva, le è stata riscontrata una crisi cardiaca. L’ospedalizzazione ne impedisce il trasferimento nel carcere femminile di Qanater: la donna rimarrà nel nosocomio finché non si sarà definitivamente ripresa. In ogni caso, sarà piantonata e rimarrà a disposizione dei giudici egiziani per l’eventuale interrogatorio.

Beni nascosti. I magistrati hanno formalmente accusato l’ex first lady egiziana di possedere ben 149 milioni di dollari in un conto corrente segreto, intestato alla Biblioteca Alessandrina, il più grande centro di cultura dell’area del Mar Mediterraneo ricostruito sotto il regime di Mubarak. Inoltre, l’Autorità per i Guadagni Illeciti (IGA) ha contestato alla moglie dell’ex raìs di aver nascosto anche i 5 milioni di dollari che l’ex leader libico Muammar Gheddafi donò all’Egitto. Sebbene Mubarak e la sua famiglia avessero assicurato di non avere beni nascosti all’estero, le indagini dei giudici egiziani hanno provato a fare chiarezza, individuando l’esistenza un vero e proprio “tesoro” che, nonostante il congelamento del patrimonio della famiglia, potrebbe essere tuttora a loro disposizione.

Festa al Cairo. Scene di giubilo, grida e applausi sono stati notati a Piazza Tahrir, nella capitale egiziana. Migliaia di manifestanti si erano radunati proprio nella piazza principale della città, teatro in cui la rivolta che portò all’allontanamento di Mubarak ebbe inizio, per chiedere a gran voce un’intesa di “unità nazionale” tra cristiani e musulmani. Forte la condanna alle violenze religiose che hanno lasciato una scia di sangue in tutto l’Egitto. Nel solo mese di maggio infatti sono morti quindici cristiani e almeno 200 sono rimasti feriti tra coloro che si trovavano all’interno di chiese poi saltate in aria in seguito ad attentati compiuti da terroristi musulmani. Al momento dell’annuncio dell’arresto di Suzanne Mubarak, nell’intera piazza si sono alzate e hanno iniziato a sventolare migliaia di bandiere egiziane.

Emanuele Ballacci