La gaffe della Santanchè: la bandiera di Freedom Flotilla scambiata per quella di Hamas

Daniela Santanchè non si arrende mai. Ospite ieri sera del salotto televisivo di Annozero, il sottosegretario all’Attuazione del programma ha tentato strenuamente di seguire l’ordine di scuderia sulle elezioni di Milano, denunciando la presenza – in uno degli incontro elettorali tenuti dal candidato sindaco di centrosinistra, Giuliana Pisapia – di una bandiera di Hamas. “Era l’unica bandiera politica che sventolava – ha scandito la vulcanica pidiellina – se questa è moderazione. Pisapia dimostra ancora una volta di stare dalla parte dei terroristi“. Un’accusa pesante, che la Santanché ha rimarcato mostrando alle telecamere un articolo pubblicato su La Repubblica che immortalava – a suo giudizio – il misfatto. Ma a sbugiardarla è stato il vignettista Vauro: “Quella non è la bandiera di Hamas – ha spiegato – ma quella di Freedom Flotilla e l’ho disegnata io”.

Una pidiellina agguerrita – Che Daniela Santanchè sia una delle “teste d’ariete” preferite dal premier è cosa nota. La focosa sottosegretario è spesso in prima fila per rimarcare a favore di telecamere e taccuini i dogmi consegnati dal Cavaliere. Non si è mai tirata indietro e ha anzi dimostrato una fedeltà inossidabile nei confronti del governo di cui è entrata a far parte. Non stupisce, dunque, che nei giorni convulsi di fine campagna elettorale sia stata proprio lei a “immolarsi” nel salotto televisivo più caustico per il centrodestra: quello di Michele Santoro. Ospite ieri sera di Annozero, la Santanchè ha più volte lasciato di stucco i suoi interlocutori (Pier Ferdinando Casini e Gad Lerner) per l’aggressività ostentata in ogni suo intervento, tanto da far dire allo stesso Casini: “Il povero Tosi (sindaco leghista di Verona, anche lui presente in studio, ndr) appare il moderato tra i due”.

La bandiera del delitto – Ma l'”asso”, la Santanchè, lo ha calato quando – inserendosi nel dibattito incentrato sulle elezioni di Milano – ha rimarcato quanto sostenuto dalla Moratti (e benedetto da Silvio Berlusconi) sull’avversario Giuliano Pisapia. “Si mette l’abito da moderato – ha notato il sottosegretario riferendosi al candidato sindaco di centrosinistra – ma io me ne infischio”. La prova inoppugnabile della “colpevolezza” di Pisapia starebbe, per la Satanchè, in una foto pubblicata ieri su La Repubblica in cui compare una bandiera che sventola solitaria tra i sostenitori che assistono a un comizio organizzato dall’avversario della Moratti. “Era l’unica bandiera politica presente – ha fatto notare la pidiellina – ed era una bandiera di Hamas“.

La smentita di Vauro – Un attacco assai debole, che ha spinto di nuovo Casini a “bacchettare” la sua interlocutrice: “Ma perché – è sbottato il leader dell’Udc – vi attaccate a queste cose quando i temi da trattare sarebbero tanti e ben più sostanziosi?”. Ma a confutare l’equazione Pisapia-amico dei terroristi tentata dalla Santanchè è stato il vignettista Vauro, che – analizzando con attenzione l’immagine esibita dal sottosegretario – ha spiegato: “Non si tratta della bandiera di Hamas, ma di quella di Freedom Flotilla, un’organizzazione non governativa che porterà aiuti umanitari alla città assediata di Gaza. Su quella bandiera – ha precisato Vauro – c’è una colomba della pace e l’ho disegnata io“.

Inaffondabile Daniela – Una correzione che avrebbe lasciato tramortito chiunque. Meno la Santanchè, che – senza tradire il minimo imbarazzo – ha incassato la smentita del vignettista lanciandosi in un contrattacco: “Allora lei Vauro – ha detto l’esponente del Pdl – ha le mani sporche di sangue e ha sulla coscienza qualche morto perché quando c’è stata la forzatura sulla protezione navale, perché hanno forzato la protezione navale per Israele, questa bandiera è stata trovata ed era lì su quelle navi”. Un’affermazione nuovamente smentita da Vauro, che ha risposto: “Non era ancora stata disegnata”, precisando poi sul finale di avere “le mani sporche di inchiostro”, lasciando alla Santanchè solo il tempo di disegnare sul suo viso un sorriso stizzito.

Maria Saporito