Pakistan: attentato talebano per vendicare Bin Laden.

Non sono passate nemmeno due settimane dalla morte di Osama Bin Laden. Ieri il capo della frangia yemenita di Al Queda metteva in allarme l’Occidente con attacchi ben più feroci di quelli subiti finora. Ed oggi in Pakistan, la terra dove gli americani sono riusciti a stanare e ad ammazzare lo sceicco del terrore, è arrivato il primo atto di terrorismo per vendicare la sua uccisione. “E’ il primo atto per la morte di Osama Bin Laden”: servono poche parole ai Talebani pakistani, che hanno rivendicato il successo di un attentato fra i più atroci dell’ultimo anno, con un’ottantina di morti e centinaia di feriti.

L’attacco è avvenuto all’alba nella base del distretto di Charsadda, a 35 chilometri da Peshawar: un kamikaze si è fatto esplodere in sella ad una moto fra le reclute delle Guardie di Frontiera del distretto. Un attacco che svela all’improvviso il Pakistan come un paese fra due fuochi. O meglio fra due diffidenze: quella degli Stati Uniti, col loro sospetto che le forze di sicurezza sapessero dove Bin Laden fosse nascosto (difficile immaginare diversamente, dato che il nascondiglio di Abbotabad era a pochi metri dalla principale accademia militare del Paese). E la diffidenza dei talebani, che adesso denunciano la collaborazione di Islamabad con gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo islamico.

E’ per questa delicata situazione che il Pakistan ha ritenuto opportuno cancellare la visita negli Usa del generale Khalid Shameem Wynne, capo dello Stato Maggiore dell’esercito. “Ha chiamato il suo omologo statunitense e lo ha informato che la visita non potrà più avvenire date le circostanze attuali”, ha fatto sapere alla Reuters un funzionario dell’esercito. Una decisione significativa, che arriva dopo l’annuncio del Comitato di Difesa del governo pakistano di voler rivedere la collaborazione con gli Stati Uniti sull’antiterrorismo. Collaborazione che andrà rivista, si legge nel comunicato del Comitato, “in base agli interessi nazionali del Pakistan e alle aspirazioni del popolo pakistano”. Che forse, dopo la morte di Osama Bin Laden, non sono più (o non lo sono mai state) le stesse identiche di quelle di Washington.

Cristiano Marti