Fini contro Berlusconi: Elettori Pdl come ultras allo stadio

Avversari come nemici. Il premier Silvio Berlusconi considera gli avversari politici come dei “nemici che o li uccidi o ti uccidono” e galvanizza gli elettori come si fa con gli ultras allo stadio. E’ questo l’ennesimo attacco sferrato nei confronti del presidente del Consiglio, dal leader di Futuro e Libertà Gianfranco Fini, che ha presentato a Bologna il suo libro ‘L’Italia che vorrei’ assieme al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.
Bipolarismo senza regole. Persino il bipolarismo, con l’arrivo di Berlusconi, è stato costretto a subire pesanti cambiamenti, perché il premier vede e presenta “l’altro come una coalizione nemica e non come un avversario, dove ci sono delle regole condivise da rispettare”. Il presidente della Camera si è soffermato sul tema della campagna elettorale: “La concezione che Berlusconi ha degli avversari è quella che si ha di un nemico: o lo uccidi o ti uccide; il Pd è sempre considerato causa dei suoi mali”.

Clima da stadio. “Questo sistema bipolare – ha spiegato Fini – sta aumentando a dismisura nel nome di coloro che rifiutano le palate di fango, questo non è solo per colpa di Berlusconi, anche il Pd ha le sue responsabilità”. Il presidente del Consiglio, a detta del numero uno di Fli, è “abile” a fare di tutto “perché non si parli dei problemi reali delle città” dimenticando che “negli ultimi 10 anni a Palazzo Chigi” c’è stato lui. Berlusconi, ha concluso Fini, “ha bisogno di galvanizzare gli elettori con lo stesso modo con cui si galvanizzano gli ultrà della curva, che spesso non guardano neanche il campo e voltano le spalle”.