Ggp, 160 lavoratori a casa. Parte dell’azienda trasloca in Slovacchia

Il gruppo multinazionale dei rasaerba e dei trattorini Gdp (Global Garden Products) ha annunciato che 250 mila pezzi saranno prodotti in uno stabilimento di Poprad, in Slovacchia, e che, di conseguenza, 160 lavoratori dello stabilimento di Castelfranco, un quarto dei lavoratori del trevigiano, risultano ora in esubero.
Per i vertici della società che anni fa rilevò la Castelgarden è colpa della concorrenza di altri continenti, con la Cina che ha incrementato l’export di rasaerba dell’80% e gli Usa che, avvantaggiati dalla debolezza del dollaro rispetto all’euro, iniziano a vendere tali strumenti anche in Europa.

Nessun addio all’Italia. I vertici dell’azienda tengono a precisare che si è di fronte ad una riorganizzazione che comunque non significa abbandonare l’Italia, visto che alcune funzioni strategiche fondamentali saranno mantenute nel trevigiano. Le organizzazioni sindacali, dal canto loro, si pronunceranno al termine delle assemblee convocate d’urgenza nei prossimi giorni.
Per il senatore Pdl Maurizio Castro “questo è un caso emblematico della spremitura di un’azienda dei fondi di private equity e di quello che l’industria trevigiana non deve diventare. Si tratta di una strategia di disattenzione verso la cultura del prodotto e di sfruttamento intensivo delle sue opportunità”. “I numeri della disoccupazione sono tali da non suscitare panico. In una crisi tre volte maggiore di quella gravissima degli anni ’70, che ha fatto calare il Pil di sei punti nella Marca, la disoccupazione è tre volte meno grave. Vuol dire che il sistema sta funzionando. Ora dobbiamo aiutare le imprese a rientrare nel processo virtuoso investendo nei settori tradizionali ma su segmenti più alti e di qualità”.

Fuggire all’estero è come rubare. Don Davide Schiavon, della Caritas di Treviso, lancia un appello agli imprenditori: “Il profitto non può essere l’unico obiettivo, perché crea sacche di povertà. Gli imprenditori devono investire nel territorio, farlo all’estero senza pensare che qui il mercato del lavoro fatica a riprendersi è un peccato, è come rubare”. Sulla stessa linea il senatore Castro: “Don Schiavon ha ragione, non è solo un’affermazione morale, ma di valore economico. Per valorizzare le competenze distintive e le risorse umane del territorio, gli investimenti devono rimanere qui”.

Il referendum del 2009. Nella primavera del 2009 un referendum interno alla Ggp diede il via libera ad un’intesa sindacale sulla non stabilizzazione dei lavoratori precari di lungo corso, contro il quale si schierò la sola Cgil.
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, affermò che “non sottoscrivere quegli accordi avrebbe incoraggiato le localizzazioni altrove dell’azienda”. Appena due anni dopo ciò si sta ugualmente avverando, confermandosi la scarsa vena profetica del ministro.

M.N.