Tregua tra Saviano e Marina Berlusconi, Costa: Pubblicherà per Einaudi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:58

Il rapporto lavorativo tra lo scrittore Roberto Saviano e il gruppo editoriale Mondadori continuerà. A dispetto degli screzi avuti nei mesi scorsi con la presidente Marina Berlusconi, una delle figlie del Premier, l’autore salito alla ribalta con Gomorra non avrebbe intenzione di interrompere il contratto con il proprio editore. A sostenerlo è l’amministratore delegato di Mondadori, Maurizio Costa, che ha dichiarato: “Saviano non ha mai detto e non ha dichiarato che non è più un autore Mondadori, anzi pubblicherà il prossimo libro con Einaudi, che come sapete è una casa editrice del gruppo Mondadori. Ho ragione di credere che un percorso iniziato potrà continuare”.
Il dirigente ha poi fatto una battuta che indirettamente tocca un altro degli autori italiani di punta della casa editrice: “Ci sono stati e ci saranno sempre autori che mostrano tratti di infedeltà, come ad esempio Camilleri, che scrive per diverse case editrici”.

Dedica ai magistrati – A dare inizio alla disputa tra Roberto Saviano e Marina Berlusconi fu la dedica che lo scrittore fece poco dopo aver ricevuto una laurea honoris causa in giurisprudenza dall’ateneo di Genova: l’autore campano disse che il suo primo pensiero era andato ai pm milanesi Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno, che proprio in quei giorni si trovavano asserragliati dalle pressioni provenienti dagli esponenti di centrodestra per l’inchiesta condotta sulla vicenda Rubygate che ha poi portato al processo tuttora in corso a carico di Silvio Berlusconi con le accuse di prostituzione minorile e concussione.
La figlia del Premier non gradì e senza mezzi termini dichiarò che quella dedica le aveva suscitato vero e proprio orrore.
Da lì in poi, anche a distanza di settimane l’una dall’altra, partirono accuse reciproche tra lo scrittore e l’editore: il primo accusava il proprio datore di lavoro di aver perso di vista il proprio ruolo e di parlare soltanto come figlia del presidente del Consiglio, la seconda, invece, ribatteva sostenendo che Saviano non era capace di accettare le critiche e gridava troppo facilmente alla censura.
Adesso, nonostante a dirlo non sia stato nessuno dei due contendenti, la tempesta pare essere passata. Forse non sarà pace, ma una tregua sì.

Simone Olivelli