Bankitalia, cercasi successore a Draghi

Il via libera alla candidatura di Mario Draghi verso la nomina del 24 e 25 giugno alla guida della Bce sembra sempre più certa e se domani il forum guidato da Trichet confermerà quanto anticipato dalla stampa internazionale nelle ultime settimane assisteremo già dalla prossima alle manovre per la scelta del suo successore al vertice della Banca d’Italia.

Una scelta delicata. La scelta del candidato alla guida della Banca d’Italia spetta al presidente del Consiglio sentito il Consiglio dei ministri, con il presidente della Repubblica che deve firmare il decreto di nomina esprimendo così il suo gradimento. Una scelta, quindi, che deve conciliare tanto le esigenze politiche della maggioranza, tanto quelle tecniche che il ruolo e le competenze richiedono.

I nomi più gettonati
. Per il momento sembrano guidare la lista principalmente tre nomi: Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, Lorenzo Bini Smaghi, consigliere Bce, e Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia e numero due dell’istituto centrale.
Ad essi si aggiunge, sempre con più insistenza, il nome di Ignazio Visco, vicedirettore generale di via Nazionale. Ma, come sempre accade per la scelta di figure chiave in campo economico e finanziario, l’elenco potrebbe infoltirsi da un momento all’altro, specie se la scelta si arricchisce di connotati politici funzionali all’equilibrio dell’attuale maggioranza.
La posizione chiave ad oggi, però, è quella di Bini Smaghi, 54enne fiorentino membro del direttivo Bce, il cui mandato a Francoforte scade nel 2013 ma che potrebbe lasciare la poltrona prima dell’arrivo di Mario Draghi così da evitare che due italiani siedano contemporaneamente nel comitato esecutivo dell’istituto centrale europeo. Con la Francia, come lo stesso governo transalpino ha più volte ricordato, pronta a riempire il posto vacante con uno dei suoi tecnici. E per convincere Bini Smaghi a lasciare il direttivo, come sottolineato dal Financial Times, gli si dovrebbe offrire una posizione adeguata.
In realtà, secondo una logica improntata al rispetto dell’organigramma interno, la scelta potrebbe ricadere su Saccomanni, con Visco o Bini Smaghi direttore generale e quest’ultimo nominato nel Direttorio così da poter godere di future promozioni.

Le ultime promozioni. Intanto Draghi in questo fine settimana ha firmato, forse, le sue ultime nomine e promozioni ai vertici di Palazzo Koch.
Tra esse spiccano quelle di Salvatore Rossi, già funzionario generale e capo della Ricerca economica, a Segretario generale con competenze all’organizzazione e alla rappresentanza sindacale, Daniele Franco, a direttore dell’Area ricerca, Fabio Panetta, cui toccherà coordinare le attività connesse alla partecipazione della banca all’Eurosistema e alle analisi sulla stabilità finanziaria nazionale, Umberto Proia, a responsabile del patrimonio immobiliare, Marino Ottavio Perassi e Vieri Ceriani, a responsabili, rispettivamente, dell’area giuridica e di quella tributaria.

M.N.