Eurogruppo pronto alla nomina di Draghi

Domani 16 maggio, alla riunione pomeridiana dell’Eurogruppo, i ministri delle Finanze Ue convocati da Jean Claude Trichet dovranno definire i nomi dei candidati alla successione del numero uno della Banca centrale europea alla presidenza dell’istituto.
Nell’aria gira voce, già da tempo ormai, che si tratti non di nomi, ma di un solo nominativo, quello del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che negli ultimi giorni, dopo aver ricevuto l’appoggio del presidente francese di Nicolas Sarkozy un mese fa, ha incassato il nullaosta da parte della cancelliera tedesca Angela Merkel.

Le certezze. Angela Merkel ha sottolineato come Draghi sia “una persona vicina alle nostre idee per quanto riguarda la cultura della stabilità”, congelando così tutti i dubbi di un mancato appoggio da parte della Germania che silenzio della stessa cancelliera nei giorni scorsi, e le perplessità sulla provenienza del numero uno di Bankitalia da un Paese che si è distinto in passato per un’inflazione elevata e che nel suo presente ha un alto debito pubblico, hanno tanto alimentato.
Dopo le esternazioni della Merkel si sono ancor più alimentate le espressioni di ampio consenso di matrice internazionale alla candidatura di Draghi, con ultima, in ordine di tempo, quella del premier greco George Papandreou. “Ho solo sentito cose eccellenti – ha dichiarato il primo ministro ellenico – le sue capacità sono incontestate. La Grecia è pronta a sostenerlo”. E gli altri Paesi ‘periferici’, ricordiamolo, hanno già da tempo assicurato il loro sostegno al numero uno di via Nazionale.
I consensi arrivano anche dal mondo finanziario italiano.
La candidatura di Draghi “è molto buona per l’Italia”, “è l’uomo giusto al posto giusto”, ha dichiarato ieri il vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona al convegno sull’editoria a Borgo La Bagnaia. Per Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, Draghi ha “avuto un riconoscimento per le sue competenze e per il lavoro al Financial Stability Board”, aggiungendo che “si tratta di un merito per lui, che se lo è guadagnato sul campo, e di un riconoscimento per l’Italia”.
Come ha già detto Juncker, però, i consensi quasi unanimi sull’italiano non escludono che non possano esserci in campo altri nomi, ma ciò si saprà solo al forum di domani pomeriggio, che potrebbe anche sancire il benestare al governatore italiano. In ogni caso la decisione definitiva sarà votata a maggioranza tra i capi di Stato e di Governo al vertice del 24 giugno.

Incertezze minime. Le perplessità ancora vigenti, in realtà, riguardano soltanto la scelta dei tempi della votazione, problema più volte rimarcato dall’Olanda, per la quale un voto troppo anticipato su un successore che entrerà in carica solo il primo novembre potrebbe nuocere alla gestione di Trichet, e la successione alla poltrona dell’italiano Lorenzo Bini Smaghi, sulla quale la Francia ha messo una seria ipoteca. Bini Smaghi ha un mandato che termina solo a maggio del 2013 e logica vorrebbe che lasciasse libera la sua poltrona perché in arrivo un altro italiano alla Bce, anche se alla presidenza. Ma la decisione su eventuali dimissioni anticipate, in realtà, spetta solo a lui.

Marco Notari