Grecia, default probabile all’85%

Sempre più pessimismo in ambiente finanziario sul salvataggio della Grecia.
Da un sondaggio commissionato e reso noto da Bloomberg si evince che l’85% degli investitori reputa il Paese ellenico destinato ormai ad una condizione di default e la maggioranza degli intervistati ritiene che la stessa sorte sia già segnata per Portogallo e Irlanda.
Nello specifico, il 59% stima un default anche per il Portogallo, mentre è il 55% a scommettere sul fallimento dell’Irlanda. Al di là delle distanze percentuali, sembra che il mondo della finanza dia ormai per scontato il collasso dei paesi ‘periferici’ e, dunque, del sistema Ue in generale.

Il pessimismo sulla Grecia. Rispetto all’ultimo sondaggio in merito, risalente allo scorso gennaio, la percentuale di coloro che stimano un collasso della Grecia è aumentata dell’11%, evidente segnale di un ulteriore crollo della fiducia del mercato nelle capacità del paese ellenico di risolvere il problema del debito sovrano e dei paesi periferici, in generale, di evitare il fallimento.
In ambiente finanziario, in realtà, sembra sempre più scontato che lo Stato ellenico anche dopo una ristrutturazione del debito, dovrà comunque decidere di uscire dall’area valutaria dell’euro.

I conti ellenici. La Grecia, dopo aver adottato le misure di austerity concordate in sede Ue e Fmi per risolvere le problematiche legate ai conti pubblici, ha chiuso il 2010 con un rapporto deficit/Pil al 10,5%, il più alto dell’Eurozona dopo il 32% dell’Irlanda e prima del 9,1% del Portogallo, a fronte di quel 3% che rappresenta il limite imposto dall’Ue. Il pessimismo sulla tenuta dei conti ellenici ha spinto, ancora, i credit default swap sul debito greco al record storico di 1.371 punti registrato in quest’ultima settimana, durante la quale i rendimenti dei titoli a due anni hanno toccato il massimo storico del 25,6%.

Nuovi sacrifici. Domani, lunedì 16 maggio, l’Eurogruppo che si riunirà a Bruxelles dovrà fare il rendiconto sulla crisi dei debiti sovrani, con particolare attenzione alle previsioni economiche della Commissione Ue in parte già anticipate negli ultimi giorni. Previsioni che confermano come la ripresa sia minacciata dalle tensioni sui mercati legate alla sfiducia sulla capacità di ripresa dei paesi periferici, Grecia in testa.
Non è prevista alcuna decisione su eventuali nuovi aiuti all’economia greca, ma è alta la probabilità che i Paesi membri si dichiareranno pronti a decretarne altri se ciò dovesse rendersi necessario. Il premier greco George Papandreou, dal canto suo, ha ammesso la necessità di ulteriori misure per accelerare il risanamento dei conti e dell’economia, puntando in particolare sulle privatizzazioni.
“Prevedo nuove correzioni al piano, lo vedremo a giugno a Bruxelles”, ha anticipato Papandreou.

Marco Notari