“Le gamin au velo” e “The artist” nella quinta giornata del Festival di Cannes

I fratelli Dardenne–  In concorso alla 64/a edizione del Festival di Cannes ,  questa quinta giornata sulla Croisette i fratelli Dardenne  presentano in concorso “Le gamin au velo” (“Il ragazzo con la bicicletta”). I fratelli belgi Jean Pierre e Luc Dardenne hanno ricevuto già ricevuto due volte la Palma d’oro a Cannes: nel 1999 per “Rosetta” e nel 2005 per “L’Enfant“. “Le Gamin au velo”ci racconta la storia di  Cyril, un ragazzo di  dodici anni che vuole ritrovare il padre che lo ha lasciato solo temporaneamente in un centro di accoglienza per l’infanzia. Il ragazzino incontra  Samantha, che ha un negozio da parrucchiera e che accetta di tenerlo con sé durante i week end. A questo proposito i due fratelli hanno dichiarato:”Da tempo eravamo ossessionati da una storia: quella di una donna che aiuta un ragazzo a liberarsi della violenza di cui è prigioniero. L’immagine che per prima ci veniva in mente era quella di questo ragazzino, questo fascio di nervi, placato e quietato grazie ad un altro essere umano.”

Documentario fuori concorso–   E’ poi la volta del documentario fuori concorso diretto da Rithy Panh Duch, “Il maestro delle forge dell’inferno”,  che racconta la dittatura comunista che rischiò di sterminare il popolo cambogiano.

The artist–  Tanti applausi, alla fine della proiezione per la stampa, per il film più curioso in concorso quest’anno: ‘”The Artist” di Michel Hazanavicius. La pellicola,  un omaggio al cinema muto,  piena di citazioni cinefile, è un melodramma lieve e romantico in bianco e nero e naturalmente muto. The Artist in 100 minuti, senza annoiare il pubblico,  racconta la storia di un attore del muto che  perde il successo con l’avvento del sonoro, George Valentìn (Jean Dujardin), mentre Peppy Miller (Bérénice Bejo) , la ragazza lanciata  da lui qualche mesi prima diventa una star di Hollywood. Il loro incontro sarà fatale. Non potevano mancare le  didascalie a schermo intero.  la pellicola non è davvero muta,   un commento sonoro accompagna il film. Anche le didascalie hanno più significati adattati alla consapevolezza dell’uomo odierno.

Clelia Moscariello