Sms Don Seppia: Non li voglio di sedici anni, portami quattordicenni

Iniziano a essere diffuse le prime indiscrezioni sull’inchiesta che ha portato ieri all’arresto di don Riccardo Seppia, prete di Sestri Ponente (Ge), accusato di violenza sessuale su minori e cessione di sostanze stupefacenti.
Se tra ieri pomeriggio e questa mattina era stato reso noto il modo in cui don Seppia si riforniva di droga, andandola a recuperare a Milano per poi utilizzarla come arma persuasiva nei confronti delle giovane vittime, questo pomeriggio è stato pubblicato da La Repubblica il contenuto di alcuni sms che il prete inviava a un suo complice, un ex seminarista quarantenne.

Neve e compagnia – Don Riccardo Seppia, a quanto pare, non si accontentava di avere tra le mani minorenni, ma aveva dei desideri ben precisi. In un messaggio inviato a un pusher nordafricano che svolgeva il tetro ruolo di scout in questa vicenda inquietante, il parroco, ignaro di essere intercettato, scrisse: “Non li voglio di sedici anni, ma più giovani. Quattordici anni vanno bene“.
Gli adolescenti, poi, giunti nella residenza di don Seppia avrebbero ricevuto la droga in cambio di prestazioni sessuali. In un sms diretto questa volta a un ragazzo, il prete scrisse: “Ho la neve, vieni da me, ho bisogno di compagnia“.

Genitori attoniti – Commenti increduli ma comunque sprezzanti da parte dei genitori dei ragazzi che sono diventate le vittime della perversione del curato. Il padre di un giovanissimo ha dichiarato: “Non vogliamo vendetta ma quell’uomo ha fatto del male ai nostri ragazzi ed è giusto che paghi. Ci hanno fatto ascoltare le intercettazioni telefoniche. Si ascoltano commenti terrificanti di quell’uomo nei confronti dei nostri figli. Sono cose inaudite, indicibili e irripetibili”.
Don Seppia per il momento rimane in silenzio, in attesa probabilmente di organizzare con il proprio legale una linea difensiva che possa sorreggerlo quanto più possibile in una situazione che pare vederlo con l’acqua alla gola, ma secondo alcune indiscrezioni si sarebbe difeso dicendo: “Ma li scrivevo solo perché ero sotto l’effetto della coca e non ho mai compiuto gli atti di cui mi accusano“.

Simone Olivelli