F1, Marko e Red Bull contrari al campionato alternativo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:37

F1, pareri opposti – Ormai Red Bull e Ferrari sono sempre più avversari, sia in pista che fuori. Due modi di vedere, pensare e vivere la F1 opposti, un botta e risposta che continua da più di una anno, spaziando sia in ambiti sportivi che addirittura manageriali. Il nuovo episodio di questa sentita rivalità si è avuta durante l’attesa presentazione del Red Bull Ring, ovvero l’ex A1 Ring in Austria, oggi di proprietà del magnate Mateschitz dopo anni di triste inattività. A parlare è stato il portavoce del team campione del mondo Helmut Marko, deciso a minimizzare le voci del presidente Montezemolo riguardo la nascita di un campionato alternativo: “Può essere trovato un buon compromesso. La Ferrari è il team più conosciuto e con più storia in F1, ma essendo italiani tendono ad esprimersi in modo più emozionale. A mio parere, la situazione non è così grave come potrebbe apparire

Situazione calma – La grande scissione disegnata dal presidente Ferrari in realtà non è così imminente. Certo, la possibilità c’è e se non si troverà un accordo potrebbe davvero accadere, ma pare che gli altri team iscritti siano più ottimisti e disponibili al dialogo, mentre la squadra italiana rimane più risoluta e pronta alla battaglia in caso non vengano cambiati alcuni punti scomodi sia nel regolamento che, ovviamente, nei contratti con Ecclestone e le sue CVC e FOM per i ricchi diritti televisivi. Inoltre la cordata della famiglia Agnelli e Murdoch rischia di veder nascere un potenziale conflitto di interesse su più fronti, gettando ancora più nel caos una categoria già abbastanza polemica e tesa. Ma oltre a questione prettamente governative, Marko anticipa anche la strategia interna del team in vista delle prossime gare.

Pari trattamento? –Non ci sono ordini di squadra” ribadisce “Ma il fatto è che, in generale da Silverstone 2010, Mark Webber è stato 3 decimi più lento di Sebastian. Con questo passo non può vincere. Ma se correrà ad alti livelli come in Turchia potrà togliere punti importanti agli altri piloti” Quindi l’australiano non è visto come un pilota numero due, ma il suo compito sarà quello di rimanere davanti agli avversari del campione del mondo in carica, in modo da favorire la fuga in classifica del tedesco e rendere possibile il sogno iridato. Se poi vorrà ambire alla vittoria allora sarà costretto a cambiare decisamente passo, sbalordendo non solo i spettatori ma anche gli stessi dirigenti del suo team, ammaliati dal loro pupillo Vettel. Ne ha davvero fatta di strada la scuderia col nome di una bibita energetica, guadagnandosi il posto di Top-Team a suon di vittorie e record ed ora realtà stabile e forte nel panorama della F1. Ora però bisogna restare in cima, ed è questa la parte in assoluto più dura.  

Riccardo Cangini