Il Premio Frantoi dell’ Arte 2011 va a Oliviero Toscani

Si è da poco conclusa la seconda edizione del premio Frantoi dell’Arte, che ha visto vincitore il fotografo Oliviero Toscani, celebre anche per la coraggiosa campagna che fece contro l’anoressia fotografando quella che ora è diventata una delle icone della lotta contro i disturbi alimentari: Isabelle Caro, da poco deceduta. Tale progetto, la cui paternità spetta a Sergio Maifredi, è stato condito dalla presenza di figure quali quella del comico Paolo Rossi, di Ombretta Colli e dello scrittore tanto amato dalle adolescenti, Federico Moccia. Lo scorso anno il Premio Frantoi venne assegnato a Gino Paoli.

La decisione di premiare proprio il fotografo che grazie alla complicità di Isabelle Caro allestì una campagna pubblicitaria d’impatto contro i disturbi del comportamento alimentare, non sembrerebbe essere del tutto casuale. Il premio in questione, vuole unire all’arte l’importanza della salute a tavola, dell’assunzione di buon cibo. Il felice accostamento fra arte e dieta mediterranea è tutt’altro che mal assortito. Il Premio Frantoi dell’Arte duemilaundici è stato assegnato da Onaoo e Teatri Possibili Liguria. Anche la collaborazione della Fondazione Gaber è stata importante. Il consenso da parte del pubblico è stato, quest’anno, maggiore. Le parole di Oliviero Toscani sono state particolarmente esplicative: “Ho ricevuto questo premio, non so se mi hanno dato il premio per l’olio, così da giustificare le idee, oppure alle idee giustificando l’olio. Spero per tutte e due. Comunque una cosa dipende dall’altra, sono sempre stato un grande amante dell’olio come ingrediente tipico italiano. Nessuno al mondo ci può insegnare niente.”

Che sia possibile vedere il frantoio come metafora dell’ultima tappa di un processo creativo e, quindi, artistico? Sembra proprio che Oliviero Toscani abbia voluto intendere proprio questo quando ha concluso in proprio discorso, individuando una liason concettualmente valida fra il mondo del cibo sano e quello dell’arte intesa come prodotto di un processo di creazione.

Martina Cesaretti