Il Terzo Polo alza la testa: Noi indispensabili per vincere

Le elezioni amministrative hanno disegnato una mappa politica particolarmente interessante. Se il centrosinistra è, infatti, riuscito a portare a casa il risultato migliore in 2 delle 4 grandi città coinvolte (Torino e Bologna), a Napoli e Milano i giochi rimangono aperti e la sfida del ballottaggio acquista un significato pesantissimo non solo a livello locale. Ne è consapevole il Terzo Polo animato da Casini, Fini e Rutelli che – pur non avendo incassato risultati particolarmente entusiasmanti – può adesso alzare la testa, rivendicando un ruolo importantissimo in prospettiva dei ballottaggi. Tanto nella città del Vesuvio quanto in quella della Madunnina. “Senza il Terzo Polo non si governa“, hanno mandato ieri a dire i tre leader ai due schieramenti. Osservazione o avvertimento?

Orgoglio terzopolista – “E’ evidente che senza il Terzo Polo non si governa, non tanto e solo in termini numerici quanto e soprattutto in termini politici, perché la soluzione dei problemi dei cittadini non può essere affidata a coalizioni condizionate da radicalismi ideologici e populisti”. Il Terzo Polo non le ha mandate a dire: dopo aver preso visione dei risultati elettorali emersi dall’ultima tornata amministrativa, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli e Gianfranco Fini hanno sentito il bisogno di vergare una nota congiunta in cui hanno sottolineato il ruolo centrale giocato dalla loro coalizione, che potrebbe fare da “ago della bilancia” nelle votazioni del prossimo 29 maggio.

Il risiko dei ballottaggi – Tanto a Milano quanto a Napoli: “L’impronta estremista che Berlusconi ha dato alla campagna elettorale – si legge ancora nella nota diffusa ieri dai terzopolisti – appiattendo il Pdl sulle posizioni leghiste, o addirittura scavalcandole in tema di giustizia, ha avuto una risposta di segno uguale e contrario come dimostrano l’affermazione di De Magistris a Napoli e il successo della sinistra più radicale. Valuteremo con i candidati sindaci del Terzo Polo le scelte più appropriate per i ballottaggi – hanno continuato i tre big – e lo faremo nell’interesse esclusivo dei cittadini senza scelte pregiudiziali o corsie privilegiate”.

Casini non fa sconti – Analisi che vengono lette con grande attenzione sia dal centrodestra che dal centrosinistra, interessati a intercettare i voti di coloro che al primo turno hanno scelto di premiare i candidati sponsorizzati da Fini, Casini e Rutelli e che, in occasione dei ballottaggi, potrebbero decidere le sorti di Napoli e di Milano. “Sconti non ne faremo a nessuno“, ha rimarcato ancora in serata Pier Ferdinando Casini, mentre il finiano Italo Bocchino ha focalizzato la sua attenzione sul risultato elettorale consegnato dai milanesi: “Berlusconi ha voluto fare un referendum su se stesso ed è stato sconfitto – ha tagliato corto – Mi riferisco solo al caso di Milano dove Berlusconi ha costruito un boomerang. Il fatto che la Moratti vada al ballottaggio è in controtendenza, non era mai successo. C’è una crisi del berlusconismo – ha insistito Bocchino – perché chi se n’è andato, da Fini a Casini, pesa molto”.

Maria Saporito