La rassegna ScomodaMente del Teatro Goldoni presenta lo spettacolo Maria Callas. Il canto della vergogna

In scena il terzo spettacolo della rassegna teatrale veneziana – Al Teatro Goldoni di Venezia nell’ambito della rassegna ScomodaMente viene presentato stasera 17 maggio, nella Sala in.off, lo spettacolo Maria Callas. Il canto della Vergogna di Luca Scarlini, con la regia di Daniela Mattiuzzi ed interpretato da Patricia Zanco e Chiara D’Ambros.

Lo spettacolo offre un ritratto inedito della vita di Maria Callas attraverso momenti della sua vita artistica ed esistenziale e analizzandone anche le fragilità e i punti di forza. Ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera e della vita personale della cantante si delineano le sue fatiche, i suoi successi, i suoi tormenti e la sua ricerca d’amore.
La sua forte presenza scenica si pone in contrasto con la fragilità e la profondità della sua dimensione privata: sul palco grintosa, tanto da essere soprannominata “la tigre”, e nel quotidiano un carattere difficile, i capricci, l’amore-odio dei colleghi e del pubblico, sempre rincorrendo qualcosa di inafferrabile. Protagonista assoluto della vita di Maria Callas è il canto: “il canto profondo di un’anima, il canto che scaturisce dal punto cieco dove riposano la bellezza e il sogno, il canto che solo al tramonto si alza e va a comprendere e a lenire tutto ciò che la vita ha preso e buttato, tutto ciò che è restato lì, senza parole, negli angoli e negli anfratti della vita stessa” viene spiegato nel presentare il testo teatrale di Luca Scarlini.

Maria Callas. Il canto della Vergogna ritrae l’artista al termine della sua carriera nel momento in cui i rotocalchi di tutto il mondo parlano di lei e la cantante si ritrova quindi obbligata a ricordare i suoi inizi, la vita in Grecia, le persone importanti della sua vita. Al centro dell’attenzione l’impegno e la dedizione nei confronti dell’arte e la decisione di abbandonarsi completamente alle emozioni e al fascino del palcoscenico. Eleonora Duse ha stigmatizzato l’esperienza della vita-d’arte usando l’espressione “la vergogna della scena”: una sintesi perfetta dell’esperienza quasi drammatica di chi vive solamente in scena, trasformando la propria vita e aprendola all’esaltazione e all’incomprensione da parte degli spettatori e degli altri.

Beatrice Pagan