Ricorso alla Cig, l’Umbria la prima regione in Italia

Mentre in Italia nel mese di aprile la CIG, sul precedente mese di marzo, diminuisce del 10,11%, dopo l’aumento del 45,1% registratosi a marzo rispetto al mese di febbraio, in Umbria c’è una sostanziale conferma del trend negativo nel ricorso agli ammortizzatori sociali: nei primi 4 mesi dell’anno l’Umbria si conferma la regione in cui il ricorso alla Cassa integrazione è aumentato di più rispetto al 2010 (+113,51%, contro una flessione media nazionale del 21,46%). Secondo la Cgil regionale, questo dimostra che “c’è un’incidenza forte della crisi nel territorio in questione, crisi che continua a manifestarsi nella cassa integrazione, ma anche su altri versanti, e che è aggravata dall’assenza di una politica economica nazionale che ne contrasti gli effetti e le conseguenze”.

La crisi. Ignorarla, per il sindacato, è stato l’errore più grave di questo Governo. “Non è un caso che, oltre ai dati della cassa integrazione nel nostro Paese, c’è un aumento consistente di aziende che ricorrono ai fallimenti (+76%)”. Per le caratteristiche del suo tessuto produttivo l’Umbria continua ad essere una delle regioni più colpite negativamente dall’attuale congiuntura economica, basta pensare che su base annua, confrontando il primo quadrimestre 2011 con quello 2010, c’è un aumento della cassa in deroga del 364%, che fa dell’Umbria la seconda regione per aumento del ricorso a questo ammortizzatore sociale.

Nuova politica economica. Dall’Osservatorio Nazionale della CGIL rivelano che in Umbria i lavoratori coinvolti dai 3 tipi di CIG (ordinaria, straordinaria e in deroga) nei primi 4 mesi del 2011 sono stati 27.315, di cui oltre 2/3 interessati alla CIGD, mentre sono oltre 13mila i lavoratori in CIG a 0 ore, di cui 1.981 nella cassa ordinaria, 1.773 nella CIGS e ben 9.943 nella CIGD. Sempre secondo la CGIL Regionale dell’Umbria, questi dati, “estremamente preoccupanti”, confermano l’analisi che abbiamo più volte avanzato e ci spingono a continuare a sviluppare un’iniziativa forte in difesa del lavoro per creare le condizioni di una nuova politica economica e industriale che dia una risposta ai problemi strutturali dell’Umbria”.

Mauro Sedda