Europa League, trionfo del Porto: decide Falcao


Europa League, finale – Villas Boas come Mourinho. Falcao come Derlei. Otto anni dopo, la storia si ripete. Il Porto vince l’Europa League. L’avversario di allora era il Celtic Glasgow, messo ko solo ai supplementari da una rete del “Ninja”. Oggi, invece, nella finale tutta portoghese giocata a Dublino i Dragoes hanno sconfitto 1-0 lo Sporting Braga. Decisiva la rete del capocannoniere della competizione, Falcao. L’attaccante colombiano con un colpo di testa nel finale del primo tempo regala ai suoi compagni l’ennesima gioia di una stagione trionfale, iniziata con la Supercoppa di Portogallo, proseguita con una cavalcata senza precedenti in campionato e che potrebbe chiudersi in bellezza domenica prossima con il quarto trofeo in meno di un anno: la Coppa nazionale.

El Tigre colpisce – Il Braga prova a bloccare le fonti di gioco del Porto e a sfruttare le occasioni di rimessa. Gli uomini di Paciencia – una vita spesa da calciatore proprio nel Porto – hanno una sola buona occasione con Custodio nel primo tempo. Più attivi invece i ragazzi di Villas Boas che sfiorano il gol con Hulk, palo sfiorato da posizione defilata, e Varela che di testa mette fuori. Non sbaglia invece, sempre di testa, Falcao al 45′ del primo tempo. El Tigre raccoglie un cross perfetto di Guarin dalla destra e incoccia altrettanto bene superando il portiere avversario.

Gestione perfetta – Paciencia ci prova nella ripresa e inserisce Mossorò. E il neo entrato sembra ripagare la scelta del tecnico del Braga quando al 5′ si presenta solo davanti a Helton, ma il portiere dei Dragoes è attento e respinge di piede. E’ l’unico intervento della partita per l’estremo difensore del Porto. Per il resto, i ragazzi di Villas Boas gestiscono il vantaggio con un buon possesso palla e portano a casa meritatamente, per quanto visto in tutta la competizione, l’Europa League. Villas Boas diventa il più giovane tecnico (33 anni) a vincere un trofeo europeo. Da stasera il soprannome Special Two è ancora più azzeccato. E l’anno prossimo la Champions League lo aspetta.

Miro Santoro