Melania, mistero tra le divise: un’altra soldatessa interrogata

La sensazione che il giallo di Ripe di Civitella (Te), con l’omicidio della ventinovenne Melania Rea, il cui cadavere è stato ritrovato il 20 aprile scorso dopo che la donna era scomparsa due giorni prima da Colle San Marco (Ap), possa avere la propria chiave di volta all’interno della caserma in cui vengono istruite soltanto soldatesse e dove il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, il marito della vittima, lavora, è ormai condivisa sia dagli inquirenti che da coloro che hanno seguito, in queste quattro settimane, gli sviluppi delle indagini.
Nella giornata di oggi, gli investigatori hanno deciso di ascoltare un’altra soldatessa che ha avuto a che fare, almeno sul luogo di lavoro, con Parolisi. Il nome al momento rimane segreto, però alcune indiscrezioni parlano della possibilità che il marito di Melania abbia potuto tessere rapporti extralavorativi non solo con Ludovica Perrone, la soldatessa che ha dichiarato di avere avuto una storia con il caporalmaggiore.

Pista passionale – Indagare sulla caserma dove vengono istruite le reclute del 235° Rav ‘Piceno’ significa che la pista più battuta nelle indagini è quella che porta al movente passionale: a uccidere Melania potrebbe essere stato qualcuno che in un modo o nell’altro sia divenuto rivale della bella moglie del caporalmaggiore.
I risultati delle due autopsie compiute sul cadavere dall’equipe di medici legali, coordinata dall’anatomopatologo Adriano Tagliabracci, tra l’altro ammetterebbero la possibilità che l’assassino sia di sesso femminile: le decine di coltellate che hanno portato Melania alla morte sono quasi tutte superficiali e sembrano l’effetto di una gestualità isterica, un raptus di follia che ha travolto un omicida non esperto.
Scalfire il silenzio che sembra avvolgere gli ambienti militari dove Parolisi potrebbe, dunque, essere il modo migliore per cercare di venire a capo di un delitto che con il passare dei giorni appare sempre più ambiguo: la posizione del marito di Melania attira sospetti da più fronti, tuttavia l’uomo rimane, per stessa ammissione degli inquirenti, non ufficialmente inquisito.

S. O.