Mestre: cognata di Pisapia sfonda vetrina con l’auto, tradita dal cambio automatico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:19

Guai in famiglia Pisapia. “La donna voleva semplicemente parcheggiare la sua Golf in piazza Pastrello a Favaro Veneto (frazione di Mestre, ndr). Invece di frenare però ha accelerato, lanciando la vettura contro la vetrata del ‘Diadema’, parrucchiera per donne”. Il Corriere del Veneto rende conto in questa maniera dell’incidente capitato a Patrizia Sasso, sorella di Cinzia, la moglie di Giuliano Pisapia. Un incidente (quasi) normale, di cui non si sarebbe avuta notizia se non fosse stato per la parentela di chi lo ha provocato.

Cambio automatico ‘traditore’. L’incidente, la cui dinamica è stata riferita da Il Gazzettino, è stato causato dalla poca dimestichezza della cognata di Pisapia con il cambio automatico della sua Volksvagen Golf. “Volevo parcheggiare – ha raccontato la donna ai vigili – e dopo vari tentativi ho visto uno spazio vuoto, mi sono infilata, ma al posto del freno ho sbagliato premendo l’acceleratore”. Un errore che è costato caro e che ha provocato l’ingresso non proprio ‘garbato’ della vettura in un coiffeur.

Vetrina sfondata e paura tra le clienti. Prima di entrare nel ‘Diadema’, la Golf ha sfondato la vetrina del coiffeur, procurando panico tra le clienti che di colpo si sono viste piombare una macchina tra poltrone e caschi per capelli. Fortunatamente, è stata proprio la vetrina l’unica vittima dell’anomala manovra effettuata dalla cognata del candidato sindaco per il centrosinistra alle amministrative di Milano. Una delle due proprietarie, Emanuela Bon, ha registrato una frattura del bacino e qualche leggera contusione. Tanto, invece, lo spavento: “Ho sentito un gran botto – ha raccontato la parrucchiera al quotidiano veneto – e quando mi sono girata ho visto l’auto entrare letteralmente all’interno dell’esercizio”. Patrizia Sasso è stata, invece, soccorsa e portata fuori dall’abitacolo in barella, mentre una folta schiera di curiosi si era già radunata vicino al locale, attirata dal gran colpo.

Raffaele Emiliano