94.000 ricoveri ogni anno per il femore rotto in Italia

Femore: 94000 persone si rompono il femore ogni anno. Un grande dolore per tante persone che ogni anno si rompono il femore. Di 94mila ricoveri solo tra gli over 65 e in quasi otto casi su dieci (78%) si tratta di donne. Un numero che cresce con l’invecchiamento della popolazione e con esso crescerà inevitabilmente anche il suo peso sul bilancio del Servizio sanitario nazionale.

Prevenzione. Per evitare tutte queste fratture, la situazione migliore è la prevenzione. Cinque società scientifiche che si occupano di malattie metaboliche dell’osso, hanno presentato al Senato la campagna nazionale “Stop alle fratture”, che prenderà il via negli ultimi giorni di fine maggio. Si cercherà di sensibilizzare la gente a rischio fratture, anche attraverso il sito internet www.stop-alle-fratture.it e mettendo in primo piano la causa della rottura del femore. Molto spesso, infatti, le cadute sono legate al logoramento delle ossa che segue l’età, ma anche non buone abitudini come l’eccesso di sedentarietà, il deficit di vitamina D, la scarsa prevenzione. A promuovere la campagna sono la Società italiana dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro (Siommms), la Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot ), la Società italiana di reumatologia (Sir), la Società italiana di ortopedia e medicina (Ortomed) e il Gruppo italiano di studio in ortopedia dell’osteoporosi severa (Gisoos).

Lo studio. Le carenze nella prevenzione sono state confermate da uno studio realizzato da CliCon Srl Health, Economics & Outcomes Research, che ha coinvolto 5.200 donne over 65 con frattura di femore da osteoporosi trattate in 4 Ausl medio-grandi di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Campania. Dall’indagine è risultato che il 61,6% delle pazienti non era mai stato curato per l’osteoporosi e solo il 33,9% ha ricevuto un trattamento mirato, nell’80% dei casi dopo la frattura. L’età condiziona pesantemente la prescrizione di farmaci per prevenire successive fratture: nella fascia 65-74 anni appena il 45,5% delle pazienti riceve un farmaco e questa percentuale scende al 37% tra i 75 e gli 84 anni e crolla a meno del 25,7% dopo gli 85 anni.

Daniela Ciranni