Bossi gela il Pdl: Non ci faremo trascinare a fondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:21

Due giorni di serrato silenzio stampa, rotto ieri da alcune svelte dichiarazioni consegnate ai cronisti. Il leader del Carroccio, Umberto Bossi – intercettato a Roma – ha ieri deciso di concedersi a microfoni e taccuini, firmando poche fulminee considerazioni sulle amministrative appena svoltesi. Immancabile il riferimento alla debalcle morattiana (ma non solo): “Abbiamo sbagliato campagna elettorale – ha commentato il Senatur – ma al secondo turno vinceremo“. E a chi lo ha incalzato, chiedendogli se in caso di sconfitta a Milano, sarebbe pronto a “mollare” Silvio Berlusconi: “Di certo – ha rasoiato Bossi – non ci faremo trascinare a fondo“. Intanto questa mattina, a margine del Cdm, il numero uno della Lega e il presidente del Consiglio dovrebbero incontrarsi per commentare insieme i risultati elettorali.

Il Senatur intuitivo – Cosa frulla realmente nella testa di Umberto Bossi? Chi lo conosce bene dice di lui che sia dotato di un “fiuto” eccezionale, che gli consente di percepire gli umori della gente, tanto da anticiparne i desideri e le esplicite richieste. Difficile, quindi, credere che il Senatur non abbia captato con le sue antenne il malcontento che una fetta sempre più vasta del suo affezionatissimo elettorato sta esprimendo in questa contingenza politica. E quasi impossibile immaginare che lo stesso Bossi non stia meditando di approntare un piano alternativo, nel caso in cui il ballottaggio a Milano dovesse decretare la sconfitta irrimediabile della signora Moratti. E del suo alleato.

Dichiarazioni pericolose – Dopo essersi trincerato in un silenzio stampa durato due giorni (esattamente come Silvio Berlusconi), il numero uno del Carroccio ha ieri rilasciato alcune laconiche dichiarazioni. “Abbiamo sbagliato campagna elettorale – ha ammesso commentando il magro risultato incassato nel capoluogo lombardo – ma al ballottaggio vinciamo noi”. E se non dovesse essere così? “Non illudetevi – ha ripreso il leader dei padani rivolgendosi ai giornalisti – il governo non cade”. Una promessa parzialmente smentita dalla dichiarazione successiva. A chi lo ha, infatti, incalzato chiedendogli cosa sarebbe intenzionato a fare nel caso in cui Giuliano Pisapia riuscisse a strappare le chiavi della città al sindaco uscente: “Di sicuro – ha tagliato corto Bossi – non ci faremo trascinare a fondo“.

Finalmente l’incontro – Una rasoiata con cui il Senatur pare abbia voluto mandare un messaggio inequivocabile al suo alleato: attento a mancare l’obiettivo di Milano perché le conseguenze potrebbero essere pesanti. Intanto questa mattina, a margine del Cdm in cui si parlerà di un nuovo decreto sul federalismo, Umberto Bossi dovrebbe finalmente incontrare Silvio Berlusconi. I due si sono finora amabilmente evitati, ritirandosi ognuno nei propri “fortini” per leccarsi le ferite dopo la batosta milanese. Questa mattina si riconcilieranno per commentare i risultati elettorali e – forse – per approntare una strategia comune in prospettiva dei ballottaggi. Ma quale sarà il tenore della loro discussione sarà difficile dirlo. Quasi sicuramente i due leader si concederanno alle telecamere sorridenti, tradendo una sicurezza e una serenità imperturbabili, ma dietro le loro “maschere” potrebbe già celarsi il desiderio di “mollarsi” definitivamente.

Maria Saporito