Il Tg1 scende in campo per i ballottaggi. Servizio sui centri sociali a Milano, è bufera

Rai – Nuova bufera sul Tg1 di Monzolini, i montatori dei servizi in una lettera esprimono “forte dissenso per le scelte editoriali”. E chiedono il ripristino della “reale obiettività della notizia“.  Nuove accuse di faziosità al direttorissimo.

Le lettera dei montatori – Nuove pesanti accuse al tg della Rai e al suo direttore Minzolini. Gli addetti al montaggio, infatti, hanno deciso di ritirare la firma dai loro servizi.
E in una lettera inviata al direttorissimo e condivisa all’unanimità, i 25 montatori di corso Sempione “esprimono il loro forte dissenso nei confronti di un’informazione parziale e coartata. E non riconoscendosi nella linea di Minzolini, sia come professionisti del settore giornalistico che come utenti della televisione pubblica, ritirano la firma dai propri servizi del telegiornale in attesa di un cambio nella gestione e di un ripristino di quella che dovrebbe essere una reale obiettività della notizia che restituisca al Tg1 la dignità che gli deve appartenere in quanto prima fonte d’informazione del Paese”.
Questo telegiornale dà notizie di parte. Noi siamo lavoratori tenuti a prestare un servizio pubblico. E ora vogliamo difendere proprio la dignità di questo servizio pubblico”.
Un telegiornale che è sempre più di costume e sempre meno di notizie. Contribuiamo al processo di messa in onda e ora preferiamo tirarcene fuori: non vogliamo più che i nostri nomi partecipino a questa disfatta”.
I due episodi – Il primo episodio a far discutere, è di lunedì scorso. Il Tg1 ha un’inviata nella sede del comitato elettorale di Giuliano Pisapia. Ma nessun collegamento viene effettuato, le prime proiezioni, infatti, danno in vantaggio Pisapia sulla Moratti.
Il secondo episodio è di mercoledì sera, i risultati di Milano pesano sulla maggioranza, la sconfitta del centrodestra è ampia in molti comuni e province, tutti i media se ne occupano, gli stessi politici di centrodestra fanno il mea culpa, ma non il Tg1.
Il servizio di informazione del direttorissimo era troppo impegnato a sollevare il pericolo crescente dei centri sociali che protestano sui tetti e creano disordini.
La prima curiosità è che ne parla proprio a Milano, la seconda curiosità è che ne parla dopo che Berlusconi ha detto: “Non possiamo lasciare Milano nelle mani di Pisapia e dei centri sociali”. Tempismo assolutamente perfetto. La terza curiosità è la scelta della notizia in campagna elettorale per il ballottaggio.
La cosa non è sfuggita a Zaccaria del Pd, ex presidente Rai:” È scandaloso, Berlusconi non parla ma ci pensa direttamente il Tg1 a dettare la linea per i ballottaggi. Tutta l’apertura del telegiornale è stata centrata sulla ricostruzione di una tesi politica: il ritorno dell’estremismo di sinistra a Milano, a Napoli con servizi spudoratamente confezionati per dimostrare questa tesi”.
Nella prima fase della campagna elettorale – aggiunge Zaccaria – il Tg1 si era limitato a presentare una cassa di risonanza molto amplificata delle esternazioni di Berlusconi. Adesso la strategia cambia e il Tg1 scende direttamente in campo. Sulla base dei dati oggettivi domani valuteremo se ci sono estremi per presentare un nuovo esposto ad Agcom”.

Matteo Oliviero