Milano, manifestazione disabili: Applausi per Pisapia, fischi alla Moratti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:22

Se l’Italia un giorno diventasse un talent show per dilettanti allo sbaraglio, se per presidente del Consiglio ci fosse un attore capace di catturare con le proprie gag i sorrisi dei telespettatori, se al posto del porcellum ci fossero i campanacci, allora verrebbe da dire che la platea ha già deciso: a Milano vincerà il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia, mentre l’attuale primo cittadino Letizia Moratti non potrà fare altro che accogliere il verdetto quasi unanime.
Ma considerato che ancora, almeno ufficialmente, il nostro rimane un Paese democratico e preso atto del fatto che, se nelle elezioni amministrative nessuno dei candidati riesce a ottenere il cinquanta per cento più uno delle preferenze, bisogna ritornare alle urne per il ballottaggio, allora ci sentiamo di dire che la partita è comunque aperta e quel che è accaduto oggi ai piedi del Pirellone è soltanto una tappa intermedia nel percorso che avvicinerà i due contendenti al giudizio finale.

Applausi e fischi – L’occasione per un confronto a debita distanza, spaziale ma soprattutto temporale visto che Pisapia e la Moratti non si sono incontrati per pochi minuti, è stata la manifestazione che oggi è stata organizzata a Milano dalle associazioni a sostegno dei disabili con l’intento di protestare contro i tagli attuati dal Governo nazionale.
Il candidato del centrosinistra aveva già ieri confermato la propria presenza e, giunto sul posto, è stato accolta da scroscianti applausi, a cui Pisapia ha risposto con simpatia per poi dichiarare: “”Il mio impegno è far sì che dove troverò sprechi, le priorità vadano a chi ogni giorno vede un proprio diritto violato”.
Sorte tristemente diversa è toccata invece al primo cittadino. Letizia Moratti, avvertita soltanto stamane dal governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, si è trovata costretta a barcamenarsi tra una selva di fischi a cui la Moratti ha provato a non prestare attenzione. Il primo cittadino ha poi parlato ai presenti: “Sono stata invitata dal Presidente Formigoni, che mi ha detto che c’era questa riunione. Conosco i vostri problemi, condivido le vostre posizioni e mi farò parte attiva con il ministro Sacconi per eliminare questi tagli. Milano in questi anni ha dato di più proprio perchè il Governo aveva dato di meno”.
La fortuna per il sindaco è che, come già detto, l’Italia è un paese democratico e l’applausometro non è un valido metodo per decretare chi vince le elezioni. Anche se, a pensarci bene, tra dilettanti allo sbaraglio e gag atte allo scopo di alimentare il consenso, fossimo nei panni della Moratti, qualche timore inizieremmo ad averlo.

Simone Olivelli