Berlusconi fa retromarcia su Milano: A Lupi la fase 2 della campagna elettorale

Dagli errori si impara e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non è sfuggito che il tenore della campagna elettorale autorizzata (anzi incentivata) a Milano ha prodotto per il momento solo grandi guai. Da qui la decisione di cambiare registro e di abbandonare i toni alti della “premiata ditta” Santanchè- Sallusti per approdare a uno stile più soft. Che il premier ha pensato di affidare a Maurizio Lupi, anima cattolica del Pdl. L’uomo giusto – è la convinzione del Cavaliere – per convincere tutti i milanesi moderati a ritornare alle urne e ad esprimere la loro preferenza per Letizia Moratti. Non solo: dopo l’attacco che Alessandro Sallusti ha condotto contro Roberto Formigoni, accusandolo di aver contribuito alla debacle del primo turno, il presidente del Consiglio avrebbe pensato a Lupi anche per ricucire lo strappo con Comunione e liberazione.

Lupi e il miracolo milanese – Su di lui le aspettative sono davvero alte: a Maurizio Lupi, convinto esponete cattolico del Pdl, Silvio Berlusconi avrebbe chiesto di fare il miracolo a Milano. Come? Secondo i ben informati, il premier – preso atto della strategia comunicativa fallimentare fin qui condotta nel capoluogo lombardo – avrebbe deciso di prendere le distanze dagli “strali” lanciati dai “sanguigni” Santanchè e Sallusti per chiedere l’aiuto di un pidiellino più moderato. Un politico convincente e garbato, capace di far dimenticare agli elettori – nello spazio striminzito di 10 giorni – le “bassezze” fin qui compiute per ribaltare i pronostici che danno Letizia Moratti come spacciata.

L’ultimatum a Sallusti – Una mission particolarmente difficile che però l’intrepido Lupi avrebbe accettato di condurre. Forte anche del suo legame con il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ultimamente raggiunto dal “fuoco amico” del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. Si vocifera, anzi, che lo stesso Cavaliere – dopo aver letto il piccato editoriale – abbia telefonato al giornalista, invitandolo a fare marcia indietro. Di più: i maliziosi sostengono che la “reggenza” di Sallusti all’interno della redazione di via Negri possa considerarsi seriamente in pericolo e che le lamentele giunte da Roberto Formigoni (indicato come “giuda” dal direttore de Il Giornale) abbiano convinto Berlusconi a intervenire personalmente per consegnare un ultimatum all’intemperante giornalista.

Il ritorno alle urne – Sia come sia, la conduzione della seconda fase della campagna elettorale affidata a Maurizio Lupi, potrebbe – è la speranza del premier – riavvicinare quella parte dell’elettorato milanese indispettita dai toni ineleganti finora ostentati. Col suo fare da eterno bravo ragazzo, il vicepresidente della Camera potrebbe, insomma, invogliare molti cittadini a tornare alle urne e a barrare il nome di Letizia Moratti. L’impresa è ciclopica, si sa, ma tutto potrebbe accadere. Sempre che la Santanchè e Sallusti non ci mettano del loro.

Maria Saporito