F1, Spagna: Webber il più veloce nelle libere. Pirelli nella polemica

F1, Webber davanti – Dopo la lunga permanenza nella parte orientale del mondo, il circus della F1 debutta finalmente in occidente con il Gp di Spagna, appuntamento attesissimo sia dai tifosi che dagli stessi addetti ai lavori. La prima gara nel vecchio continente è sempre stato un momento delicato visto che quasi tutti i team presentano in pista una versione modificata delle loro vetture, cercando ancora più prestazione e velocità. Chi su questo non sembra avere problemi è, ovviamente, la Red Bull, davanti a tutti con il redivivo Webber ma sempre inseguito dal campione del mondo in carica Vettel, segno che anche qui la scuderia austriaca parte favorita.

Ferrari dietro – L’unico in grado di interrompere il dominio blu è Lewis Hamilton, sempre veloce e alla fine addirittura secondo, distate poco più di un decimo dalla vetta. La Mclaren comunque pare essere tornata la seconda forza del campionato visto che Jenson Button si piazza proprio in quarta piazza, chiudendo le posizioni che contano e lasciando agli altri solo le briciole. E tra questi vi è la Ferrari, ancora quinta con Alonso e ottava con Massa. La monoposto presenta molte evoluzione e rivisitazione, ma il gap (almeno sul giro singolo) resta costante sul secondo. Eppure Fernando parla di progressi e passi in avanti nonostante la posizione sia sempre la stessa. Solo in gara la rossa di Maranello potrà dare il massimo.

Polemica con Pirelli – Benino la Mercedes,  dentro la Top Ten con il bravo Rosberg, nuovamente davanti a Michael Schumacher, settimo. Bene anche Kobayashi, in grado di tenere il ritmo della Ferrari di Felipe e alla fine nono giusto per una manciata di millesimi. Oltre però a tempi e classifiche, nel paddock è scoppiato il “caso Pirelli“. Il gommista italiano ha fatto debuttare un nuovo pneumatico di mescola dura, creando forti malumori tra i piloti. Questo pneumatico infatti dura qualcosa in più in più rispetto al precedente, ma il distacco dalla mescola morbida si aggira sui due secondi al giro. Una vera eternità che nessuno è riuscito a condividere e digerire. Vedremo se effettivamente servirà ai fini delle strategie in gara. Ora è il tempo delle sempre importanti qualifiche ufficiali.

Riccardo Cangini