Fli e M5S: destra e sinistra uguali. Qualunquismo o marketing politico?

In un panorama politico caratterizzato da quello che molti analisti hanno definito come bipolarismo malato, la posizione di coloro che, chi per ideologia chi per opportunità, predicano lo smarcamento dai due fuochi di un’ellisse che a loro dire non sarebbe altro che un cerchio mascherato, con un solo centro, fa di certo discutere.
Il quotidiano Libero, diretto da Maurizio Belpietro,  ha oggi paragonato l’esponente di Futuro e Libertà Italo Bocchino ai ragazzi del Movimento 5 Stelle sponsorizzato da Beppe Grillo: il trait d’union tra due realtà così diverse starebbe nella convinzione che ai ballottaggi per le elezioni amministrative non bisognerà appoggiare nessuno dei candidati in lizza, ma lasciare i propri elettori di votare secondo coscienza, perché in fondo le differenze tra i potenziali sindaci sono poche. Anzi, non esistono.

Qualunquismo o differenziazione? – Italo Bocchino, intervenendo all’assemblea nazionale di Fli, ha dichiarato: “Dobbiamo deliberare che Fli non sosterrà alcun candidato a Napoli e a Milano, dove è in ballo una questione nazionale. Nessuno di noi dirigenti può giocare il trucchetto di dire: ‘Io da cittadino voterei…'”. Il delfino di Gianfranco Fini ha poi sentenziato: “Per noi i candidati di centrodestra e centrosinistra sono uguali“.
Frase questa che ricorda da vicino quelle pronunciate nei giorni scorsi da molti esponenti del M5S, e dallo stesso Beppe Grillo che ha condiviso e forse stimolato l’opinione della base, per cui a Milano tra Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra, e Letizia Moratti, sindaco uscente, non si parteggerà per nessuno: il M5S non è né di destra, né di sinistra, è contro il sistema. Un sistema marcio al di là delle sfumature cromatiche.
Posizione quella dei grillini che se da un lato attira l’etichetta di ‘antipolitici‘, frutto della stizza bipartisan di chi si trova a veder perdere voti a favore di chi, seppur nato da poco, desidera bastare a se stesso; da un altro rischia di tradire una visione naif della realtà.
Lontani ideologicamente, ma vicini nel paragone fatto da Libero vi sono gli ex pidiellini che – sinceramente pentiti, rinnegati o migranti dei partiti, in base a chi li giudica – da mesi cercano di fare un lifting a ciò che è stata la loro storia recente e non.
In questo bipolarismo malato, caratterizzato da maggioranze ‘comprate’ a suon di sottosegretariati e da fulminazioni sulla via di Arcore, ci sono anche quelli che provano a ritagliarsi il proprio spazio vitale. E finisce così che anche Italo Bocchino somiglia ai giovani del Movimento 5 Stelle. Ma non ditelo a loro.

Simone Olivelli