Libia: Raid della Nato affonda otto navi di Gheddafi

Il raid della Nato colpisce duramente la flotta libica mentre il colonnello riappare in video- Nella notta tra giovedì e venerdì sono state affondate in un raid della Nato otto navi appartenenti alla marina libica che si trovavano nei porti di Tripoli, Homs e Sirte. A renderlo noto è stata la stessa Alleanza in un comunicato. Il colonnello è intanto riapparso in un video trasmesso dalla televisione libica, anche se ci sono dubbi sulla sua identità, perché potrebbe anche trattarsi di un sosia.

“Tutte le navi attaccate la scorsa notte erano navi da guerra senza utilita’ civile”, ha riferito il contrammiraglio Russell Harding, vice comandante della missione del Patto Atlantico Unified Protector, diffondendo la notizia dei raid aeri compiuti dalle forze alleate, che hanno assestato un duro colpo alla marina libica. “In considerazione dell’escalation nell’uso della forza navale – ha continuato Harding – la Nato non ha avuto altra scelta che agire con decisione per proteggere la popolazione civile della Libia e le proprie forze marittime”. I bombardamenti della Nato questa mattina si sono concentrati su di un’accademia della polizia nel sobborgo di Tajoura, nei pressi della capitale Tripoli.

Era dal 13 maggio, giorno in cui il colonnello aveva lanciato il suo messaggio di sfida agli occidentali “Non mi prenderete mai” che Gheddafi non si faceva vedere in pubblico. Nella clip diffusa oggi dalla televisione libica il raís vestito integralmente di nero e con i consueti occhiali da sole,  parla con Mohamed Ahmed Al Sharif, il segretario generale del World Islamic Call Society, un’istituzione creata proprio dal colonnello. Sullo sfondo si vede uno schermo televisivo con la data di giovedì 19 maggio 2011. Nelle immagini Gheddafi appare sereno e in ottima salute, ma il fatto che sia minuziosamente coperto ha fatto nascere più di un dubbio sulla sua identità.

Annastella Palasciano.