L’Osservatore Romano boccia la statua di Wojtyla a Termini: Non gli somiglia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:23

La statua della discordia. L’Osservatore Romano stronca senza appello la statua dedicata a Giovanni Paolo II e inaugurata mercoledì scorso a piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, alla presenza, tra gli altri, del ??vicario generale della diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini, e del sindaco della capitale, Gianni Alemanno. La statua (ne trovate alcune immagini nella fotogallery in fondo all’articolo), realizzata e donata dall’artista romano Oliviero Rainaldi, è una scultura color verde in bronzo e argento. Alta 4 metri, mostra in dettaglio solo il viso di Wojtyla, mentre il corpo è costituito da una sorta di cappotto o mantello, che si ispira alla foto scattata nell’aula Paolo VI nel novembre del 2003, quando l’allora pontefice avvolse scherzosamente con il mantello un bambino seduto su un gradino accanto a lui. La scultura, a detta dell’autore concepita secondo i più “avanzati” criteri stilistici ed estetici dell’arte contemporanea, è stata stroncata dall’Osservatore perché poco somigliante al compianto Papa.

L’Osservatore Romano: Non somiglia a Wojtyla. La statua ”pecca di una scarsa riconoscibilità”, commenta il giornale vaticano, secondo cui “la suggestione dell’opera consiste nell’abbraccio ideale che il Pontefice era solito dare ai fedeli della sua diocesi e offrire ai molti pellegrini e visitatori” ma ”il suo volto, situato in cima alla struttura, ha però solo una lontana somiglianza con quello del Papa. E complessivamente il risultato non sembra all’altezza dell’intento, tanto che in proposito già si sono levate voci critiche”.

La difesa dell’autore: Non mi hanno capito. “Dispiace non essere stato capito”, replica lo scultore Rainaldi, il quale precisa di non “aver voluto realizzare una statua di sapore ottocentesco, ma una scultura di arte contemporanea” che esalta “il messaggio di accoglienza universale e di amore totale per ogni singolo uomo legato al beato Wojtyla”. “Non ho pensato alla somiglianza, ma – spiega l’artista romano – a un’opera in grado di sintetizzare nella postura della testa e del corpo, e nel drappeggio del mantello, l’andare verso il mondo del Papa, con la forza di un animo trasfigurato dalla fatica, dalla fede e persino dal vento, come un corpo pneumatico, secondo quanto ci ha insegnato anche San Paolo con la teologia del viaggiare verso le genti”.

Bocciatura quasi unanime. Oltre al poco benevolo giudizio dell’Osservatore, l’opera conta altri prestigiosi detrattori, tra cui l’architetto Massimiliano Fuksas, secondo il quale la statua “non trasmette emozioni“. Federico Mollicone, presidente della Commissione Roma Capitale, parla addirittura di “oltraggio alla figura di papa Wojtila“, contraddicendo in pieno il commento del sindaco Alemanno, che all’inaugurazione ha invece parlato di “una scultura di alto prestigio che ben esprime l’idea del papa viaggiatore”.

Raffaele Emiliano