Vendola: Ha vinto il centrosinistra che sarà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:12

Passata la “sbornia” post-elettorale (anche se a Milano e a Napoli i riflettori rimangono accesi per gli attesissimi ballottaggi), il governatore della Puglia, Nichi Vendola, può intrattenersi su una disamina accurata di quanto accaduto nel corso dell’ultima tornata elettorale. E lo fa su La Stampa, dove – ancor prima di incensare i vincitori – il leader di Sel indica i tre grandi sconfitti decretati dai cittadini: il berlusconismo, il politicismo e la politologia. Nessun dubbio, invece, sulla necessità delle primarie: “Senza di loro – spiega Vendola – il Pd non avrebbe mai scelto Pisapia”. E il vincitore? Per il presidente della Regione Puglia è un “centrosinistra che non esiste ancora”, ma che gli elettori “stanno costruendo dal basso”. Una coalizione, incardinata sull’intesa tra Pd, Sel e Idv, capace di parlare dei problemi reali del Paese.

Berlusconismo al tramonto – In cima alla lista degli sconfitti segnalati dai cittadini che domenica e lunedì scorsi sono andati a votare il presidente della Regione Puglia ha collocato il berlusconismo. “Non si tratta di una batosta ordinaria – ha spiegato su La Stampa Nichi Vendola – ma della fine di un ciclo politico, basti pensare che Berlusconi riesce a riempire solo una parte del suo Palasharp nella sua Milano, che diserta la festa del suo Milan nella sua piazza Duomo e che sfugge il suo popolo a Napoli. Un leader populista che si nega al popolo – ha notato il governatore pugliese – è la fotografia del suo declino“.

Politicismo e politologia out – Ma non solo: a uscire con le ossa rotte sono – a giudizio del leader di Sel – anche il politicismo e la politologia. “Il primo – ha detto – che ancora pensa di orientare l’opinione pubblica e la società secondo formule fisse e astratte. E il secondo che guarda alla politica come fosse un mondo a parte rispetto alla vita quotidiana. Prendiamo il politologo italiano più famoso, Giovanni Sartori – ha continuato il governatore – disse che in Puglia io avrei vinto le primarie ma non le secondarie. E fu seguito da tutto lo stato maggiore del centrosinistra. La storia ha detto il contrario per due volte”.

Una coalizione da costruire – Quanto ai vincitori, Nichi Vendola ha preferito andare oltre i singoli partiti per indicare una coalizione che è ancora in “fase di costruzione”. “Penso che abbiano vinto – ha ripreso – tutti coloro che hanno saputo rendere credibile l’idea dell’alternativa al berlusconismo. Cioè ha vinto quel centrosinistra che non c’è ma che gli elettori stanno costruendo dal basso. Il nostro popolo considera naturale l’alleanza tra Bersani, Di Pietro e Vendola – ha continuato il presidente della Regione Puglia – e ce la chiede, direi anzi che con queste elezioni ce la impone per il futuro”.

Le primarie e lo tsunami – Da supporter convinto delle primarie, poi, il leader di Sel non ha mancato di ricordarne l’importanza: “Faccio una domanda retorica – ha detto – senza le primarie, il Pd avrebbe scelto Pisapia a Milano? Ovviamente no e probabilmente non avremmo vinto. Dobbiamo costruire il cantiere del nuovo centrosinistra. Il cantiere serve a creare l’onda, le primarie a trasformare quest’onda in uno tsunami che – ha profetizzato Vendola – sommergerà l’Italia peggiore vista in questi ultimi vent’anni”.

Maria Saporito

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