Par condicio, Garimberti ai Tg Rai: Troppo spazio a Berlusconi

Quella che da molti è stata definita una vera e propria offensiva mediatica da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, non è andata giù al presidente della Rai Paolo Garimberti che ha oggi redarguito le direzioni del Tg1 e del Tg2 per un comportamento che sarebbe stato ben lontano dalla tanto discussa par condicio.
Queste le parole utilizzate da Garimberti: “Un conto è dare una notizia, e il primo commento del premier ai risultati delle amministrative certamente lo era. Altro discorso è consentire che questa notizia diventi poi una sorta di comizio, per giunta senza un’adeguata compensazione con opinioni di altri candidati”.

La quiete prima della tempesta – Nei giorni successivi all’ufficializzazione dei risultati del primo turno delle elezioni amministrative aveva fatto molto discutere la decisione del Premier di rimanere in silenzio. I verdetti fuorusciti dalle urne, specialmente nella città di Milano, sono stati tali da togliere il fiato, per la sorpresa, a chiunque.
Gli esponenti del centrosinistra, ma in fondo tutti coloro che confidavano in una debacle berlusconiana, hanno colto l’occasione per interpretare quel silenzio come la prova del fatto che il presidente del Consiglio avesse subito il contraccolpo. Fino a pochi giorni prima i proclami sull’importanza del voto nella città meneghina si erano sprecati, al punto che qualcuno tra gli alleati del Premier aveva iniziato a mettere le mani avanti ricordando che in ogni caso si sarebbe trattato pur sempre, e solo, di elezioni amministrative.
Ma l’isolamento è durato poco. Berlusconi, ricaricate le batterie e rovistato tra i numeri alla ricerca di un’interpretazione positiva dei dati elettorali, si è ripresentato ieri con ben cinque interviste andate in onda su altrettanti tg in orari tali da rendere il tutto quasi come un messaggio istituzionale a reti unificate. Un’onnipresenza che, però, ha fatto stizzire non solo gli oppositori ma anche lo stesso presidente Garimberti che adesso chiede un impegno per riequilibrare la sovraesposizione mediatica del Premier.

Simone Olivelli