Scatti d’autore in “Camera chiara” per raccontare la guerra in Afghanistan

La guerra in Afghanistan raccontata per immagini. Alle Officine Farneto di Roma, fino a stasera, il fotografo Pietro Marsili Libello presenta “Camera chiara”, una performance fotografica dedicata ad uno dei conflitti più controversi dell’ultimo millennio. Un’immensa camera oscura dove il pubblico assiste allo sviluppo di gigantografie, assaporando al contempo lo svelarsi delle impressioni con tutta la loro carica emotiva. «Ho voluto rendere partecipe il pubblico – ha dichiarato Marsili Libelli – dell’emozione che si prova quando l’immagine comincia a rivelarsi sulla carta impressionata. Una tecnica che ormai, con l’avvento della fotografia digitale, è quasi dimenticata, ma che conserva un sapore unico, che è anche quello del profumo degli acidi usati per lo sviluppo e il fissaggio».

Fotoreporter dagli anni settanta, prima per il Corriere della Sera, poi per L’Espresso, Libelli si occupa, all’inizio della carriera, prettamente del teatro d’avanguardia di Carmelo Bene, Giancarlo Nanni, Roberto Benigni, Memè Perlini, realizzando una fotografia che racconta il loro mondo in forme d’arte surreale. Viaggia poi in diversi paesi del mondo, tra cui l’Africa, l’India, il Giappone, il Pakistan, l’Afganistan, il Libano, il Kosovo, realizzando reportage di guerra.

Nel corso della rappresentazione, accompagnati dal rumore degli elicotteri in volo e da spari ed esplosioni, alcuni giovani con una tuta bianca e una mascherina appendono fogli di carta fotografica alle pareti e li bagnano con delle spugne imbevute di acido per lo sviluppo, lasciando che, a poco a poco, l’immagine si formi. «All’improvviso – ha continuato Marsili Libelli – le luci della camera si accendono e tutte le foto si scuriscono, tranne una, l’immagine forte di una bambina che dà l’idea della tragedia della guerra, sulla quale è stato passato anche l’acido di fissaggio».
Un happening emozionante che rende teatrale la fotografia, coinvolgendo il pubblico in un percorso suggestivo denso di commozione.
Per l’occasione, le foto della performance, insieme ad alcuni oggetti di design firmati dagli artisti dell’Associazione Artwo, saranno messe in vendita e il ricavo andrà a sostenere le attività del centro chirurgico per vittime di guerra di Emergency a Lashkar-gah, nell’Afghanistan meridionale. I volontari di Emergency saranno presenti per fornire informazioni sull’attività dell’associazione ed i suoi progetti.

Valentina De Simone