Grecia, troppo alto il rischio bancarotta

La Grecia rischia il crack.
Sia la correzione del rating da parte dell’agenzia Fitch, sia le osservazioni degli ispettori del Fondo monetario internazionale sembrerebbero confermarlo.
Mentre l’agenzia Fitch ha abbassato la quotazione del debito pubblico ellenico portandola da BB+ a B+, infatti, l’Fmi ha chiesto al Governo ellenico nuove misure di austerity e un’accelerazione delle privatizzazioni, pena la sospensione degli aiuti.

Precipizio e speculazione. La situazione sembra ormai estrema, nonostante le dichiarazioni rassicuranti del ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, che ha ribadito la volontà di velocizzare il risanamento da 50 miliardi di euro e ha attribuito il declassamento ad una campagna di stampa rea, a suo dire, di aver “ignorato i nuovi impegni già presi dal governo per rispettare gli impegni fiscali del 2011 e accelerare il proprio programma di privatizzazioni”.
Il problema resta però la speculazione finanziaria che continua a divorare il debito pubblico greco, al punto che le voci su un nuovo prestito da 60 miliardi da parte di Ue e Fmi si fanno sempre più insistenti. Il differenziale fra i titoli di Stato decennali greci e i bund tedeschi, infatti,  è arrivato a quota 1.344, mentre i rendimenti sono lievitati al 16,55%.

Intese con le banche. Proprio per questo i leader europei preferirebbero optare per un’alleanza con le banche alle quali chiedono di non vendere i titoli di Stato greci, ma di attenderne la scadenza e sostituirli con nuovi bond. Una mossa apprezzata anche dal ministro delle Finanze francese Christine Lagarde, sempre più accreditata a guidare l’Fmi dopo l’ok delle Merkel incassato ieri.
Lagarde, che per prima aveva lanciato l’allarme Grecia in termini di crack ormai imminente, ha dichiarato che “qualunque cosa si basi su un intesa volontaria da parte delle banche è ben accetta”.

M.N.